====== ANTAL Giovanni ====== {{:antal_giovanni.png?100 |}} sacerdote SDB (n. a Csösz, Ungheria il 10 settembre 1892 – m. a Piossasco, Italia il 1° maggio 1967); professione a Lombriasco (Italia) il 29 settembre 1910; ordinazione sacerdotale a Madrid (Spagna) il 15 giugno 1919. Don Antal fu uno dei pionieri dell’opera salesiana in Ungheria. A 14 anni giunse a Cavaglià Biellese dalla sua patria per gli studi religiosi. Chierico, fu inviato in Spagna nella casa di formazione di Sarria-Barcelona. Raggiunto il sacerdozio, subito dopo, nel 1920, tornò in patria, che trovò seminata di rovine e stragi, dopo la prima grande guerra e un breve esperimento di dittatura comunista. Fu direttore a Szentkerest (1921-22), poi a Budapest (1922-25), infine fu mandato a dirigere il «Clarisseum» di Rakospalota (1925-31): ne fece un centro diffusore del pensiero e dello spirito di don Bosco. Fu poi quella la sede ispettoriale dell’opera salesiana. Nel 1933 fu nominato ispettore dei salesiani di Ungheria (1933-48). Vennero gli anni duri della seconda guerra mondiale e della persecuzione nazista. Tuttavia don Antal ebbe la gioia di veder fiorire e consolidarsi ancora l’opera salesiana. Fondò dieci nuove case, tra le quali provvidenziali pensionati per operai; chiamò in Ungheria le Figlie di Maria Ausiliatrice, e diede vita a una tipografia. Quando i nazisti invasero l’Ungheria, e cominciò la lotta razziale, salvò dalla morte molti ebrei, e per loro soffrì persecuzioni e carcere. Instauratosi il comunismo tutte le opere salesiane giovanili furono stroncate. Nel 1948 i superiori lo chiamarono a Torino, e con grave pericolo poté espatriare clandestinamente. Fu ancora ispettore nell’Ecuador (1951-1952). Ma poco dopo, nel XVII° Capitolo Generale, fu eletto Direttore Spirituale della Congregazione. Fu ancora rieletto nel 1958. Ma nel Capitolo Generale del 1965, sentendosi malato e soprattutto sofferente nello spirito per le condizioni della sua patria, dopo l’infelice insurrezione contro il comunismo del 1956, rinunziò alla carica e si ritirò, umilmente, offrendo la sua opera nel confessionale prima a Pietrasanta e poi a Roma. Caratteristica di don Antal: una bontà umile e semplice sempre accessibile, un ottimismo che incoraggiava, uno spirito di fede e di pietà edificante. Si spense nella casa di cura di Piossasco nell’umiltà e nel riserbo che lo avevano distinto per tutta la vita (Cf. A. RODINÒ – E. VALENTINI, Dizionario biografico dei salesiani, a cura dell’Ufficio Stampa Salesiano, Torino, Scuola Grafica Salesiana, 1969, p. 18-19).