# **CARLETTI sac. Ernesto, ispettore** nato a Zola Pedresa (Bologna-Italia) il 6 febbr. 1888; prof. a Genzano di Roma il 14 sett. 1907; sac. a Bologna il 16 febbr. 1916; + a Castellammare di Stabia il 6 febbr. 1949. Fece gli studi all'istituto salesiano di Bologna. Qui un giorno don Rua gli disse che "sarebbe andato lontano, molto lontano". Dopo i corsi di filosofia a Torino-Valsalice (1910) conseguì una brillante licenza normale diventando ben presto scrittore e collaboratore de *L\'Amico della Gioventù.* Ordinato sacerdote (1916), durante la prima guerra mondiale dovette fare tre anni di servizio militare. Dopo la guerra lavorò in varie case salesiane: fu direttore dell'oratorio San Giuseppe (Torino), ancora direttore nell'oratorio festivo di Valdocco e parroco ad Ancona (1930-32). Nel 1932 fu nominato ispettore del Mato Grosso (Brasile) e partì con 16 fra novizi e chierici. La situazione di quell'ispettoria era tale da far cadere le braccia per le distanze enormi, per i mezzi di trasporto inadeguati, per il personale ridotto e sovraccarico di lavoro. La visita alle case e specialmente alle missioni era per l'ispettore oltremodo faticosa. Ma la fede animosa e intrepida di don Carletti seppe dare alla storia del Mato Grosso salesiano un decennio di prodigiosa attività e di nuove costruzioni. Sorse il collegio Don Bosco di Campo Grande che divenne poi il centro dell'ispettoria; fu costruito il nuovo braccio del liceo di Cuiabá, poi il collegio di Silvania e l'ardimentoso ateneo Don Bosco di Goiania, entrambi nello Stato di San Paulo. Don Carletti fu conferenziere molto apprezzato. Carattere franco e aperto, si acquistò la fiducia di tutti i confratelli. L'amore incondizionato alla Congregazione si rivelò durante la seconda guerra quando con l'aiuto generoso del comm. Carlo De Camillis costituì in San Paulo il centro di raccolta di quei mezzi che mandò in fraterno soccorso ai superiori e a varie case d'Italia. Ma quell'attività straordinaria contribuì a fiaccare le sue forze. Ritornò in Italia nel 1947 a Castellammare di Stabia. Là nei due anni che visse ancora, scriveva continuamente interessandosi di tutti e offrendo per l'ispettoria i suoi dolori. Tipico carattere romagnolo dal cuore grande e generoso, edificò confratelli e giovani con il suo spirito di fede e di orazione che lo fecero per tanti anni il nume tutelare del Mato Grosso. **Opere** *--- Nel mistero del deserto verde* (note di viaggio), Torino, SEI, 1925, pp. 128. *--- Luci di presbiterio e ombre di foreste,* Torino, Tip. Salesiana, 1934, pp. 212. --- J. [Duroure,]{.smallcaps} *Sur le fleuve de la Mort,* (avec le concours du P. Carletti), Paris, Vitte, 1936, pp. 112.