# ALIBERTI sac. Giovanni, Ispettore
nato a Vinovo (Torino-Italia) il 20 dic. 1881; prof. a Punta Arenas (Cile) il 15 agosto 1906; sac. a Montevideo (Uruguay) il 10 luglio 1910; + a Punta Arenas il 16 aprile 1953.
Quando il padre lo consegnò giovanetto a don Griffa, missionario della Terra del Fuoco, gli disse: “Vi consegno un tesoro”. Per la Società Salesiana don Aliberti fu realmente un tesoro, sia per l'ardore missionario come per lo spirito d'iniziativa che lo portò a fondazioni varie; ma soprattutto per la sua fedeltà a don Bosco. Dal 1918 al 1924 fu direttore e parroco a Natales, in un momento di completo dissenso fra le classi operaie e capitaliste e di movimenti rivoluzionari pervasi da profondo odio anticlericale. Malgrado questo, egli riuscì ad imporsi, facendosi amare e stimare e fondò ivi il collegio Mons. Giuseppe Fagnano. Dal 1924 al 1926 fu direttore dell'istituto Don Bosco di Punta Arenas, fondando gli “Esploratori Don Bosco”. Nel giugno 1927 fu eletto ispettore della Patagonia meridionale, Terra del Fuoco e Isole Malvine. In breve ne triplicò il personale e fondò il celebre Museo Etnologico di Magellano a cui si era dedicato con entusiasmo giovanile sin dal suo arrivo in quelle terre. Esso è una gloria dell'opera di don Bosco e costituisce una preziosa testimonianza del passato della regione. Ecco come ne parla Fulvio Campiotti su “Le Vie del mondo” (dicembre 1963), dando relazione della spedizione effettuata nel gennaio '63 da cinque alpinisti del CAI di Monza alle torri del Paine sulle Ande Patagoniche: “A Punta Arenas la comitiva ha potuto visitare il museo dei Salesiani creato nel 1893. È quanto di meglio vi sia in fatto di istituzioni in Patagonia e Terra del Fuoco. Dalle molte raccolte di vegetali, di animali e di fossili scaturisce l'amore per l'uomo che nel museo è immedesimato nell'indio, cioè da tutti i poveri *indios* che un tempo erano padroni di quelle regioni e che la civiltà ha massacrato, distruggendo le cinque razze che abitavano la Patagonia meridionale e la vicina Terra del Fuoco. Ebbene i Salesiani, nel cercare di redimere gli *indios* dal paganesimo hanno anche cercato di redimere le tremende colpe dei bianchi nei loro confronti; e senza voler offendere cileni e argentini, si può sostenere che buona parte della Patagonia e della Terra del Fuoco attuali è stata fatta dai Salesiani, che per molti anni hanno svolto fra quelle misere popolazioni indigene, perseguitate con tanto accanimento dai bianchi senza scrupoli, un'opera di assistenza e di protezione che rimarrà scolpita nella storia di quelle terre come una pagina eroica e gloriosa ”.
In vista dei suoi meriti e delle sue opere il Governo italiano lo decorò nel 1934 col titolo di Cavaliere della Corona d'Italia e nel 1950 gli conferì la Stella della Solidarietà Italiana. Nello stesso anno il Municipio di Magellano lo nominò cittadino illustre di Punta Arenas e lo distinse con la Medaglia e Diploma “al Merito e al Valore”. Il 18 settembre 1952 il Presidente della Repubblica del Cile gli concesse l'alta onorificenza dell'Ordine al Merito “Bernardo O'Higgins ”.
Si spense a Punta Arenas nel 1953, dopo più di cinquant'anni di missione e dopo aver popolato quelle terre di collegi e di scuole professionali e agricole.
Bibliografia
*Bollettino Salesiano,* sett. 1953, p. 350. E. V.