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# BERTOLUCCI sac. Amilcare

nato a Modena (Italia) il 20 marzo 1869; prof. a San Benigno Can. il 3 ott. 1886; sac. a Torino il 24 maggio 1895; + a Brescia il 5 genn. 1942.

Entrò nel collegio salesiano di Alassio nel 1882, e dopo aver superato la forte opposizione paterna, vestì l'abito chiericale in San Benigno Canavese (ottobre 1885) per le mani di don Bosco. A Valsalice compì gli studi filosofici e prese il diploma di maestro. Successivamente conseguì la laurea di scienze e matematica all'Università di Torino. Ordinato sacerdote, continuò a esplicare la sua opera di apostolato a Valsalice come insegnante nei corsi liceali e magistrali fino al 1897.

Carattere forte e impulsivo, era insofferente di ogni forma di vita comoda e trovava nelle mansioni più disparate uno sfogo alla sua esuberante natura. Anche per questo, dopo Valsalice, fino al 1909, fu un continuo cambiare di sede e di occupazione. Fu infatti a Treviglio, Varazze, Firenze, Sampierdarena, Bordighera e Alassio. Trovò invece stabile dimora a San Benigno Canavese come confessore e maestro di scuola e di ginnastica dal 1909 al 1921. In mezzo alle sue attività trovò sempre tempo per la predicazione in cui profuse i talenti della sua cultura e della sua anima sacerdotale. Il Signore gli concesse ancora tre campi di apostolato: catechista a Lanzo, poi direttore a San Severo (1923-26), e infine confessore a Bari. Dopo incominciò l'apostolato della sofferenza. Egli che era stato il dinamismo personificato doveva passare gli ultimi 14 anni della sua vita immobilizzato dall'artrite deformante, nella casa dei Fatebenefratelli di Brescia. Si era recato a Padova per predicare gli esercizi spirituali nell'estate del 1928, quando per un rincrudimento del male dovette essere ricoverato a Brescia. Passava le giornate immobile su un seggiolone, incapace di fare il minimo movimento senza provare dolori inauditi. Ma anche così ridotto, non cessò dall'apostolato della parola. Confessioni, conforti, consigli a ogni ceto di persone. E a queste attività egli aggiunse quella della corrispondenza. Furono infatti innumerevoli le lettere che egli indirizzò a confratelli, conoscenti e amici nei 14 anni del suo martirio.

Bibliografìa

*L\'Osservatore Romano,* 17 genn. 1942. — *Bollettino Salesiano,* marzo 1942, p. 46. — G. [Minghelli,]{.smallcaps} *Meraviglioso sofferente (Don A. Bertolucci),* Colle Don Bosco, LDC, 1946, pp. 222.

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