# BODRATO sac. Francesco, mission., ispettore
nato a Mornese (Alessandria-Italia) il 18 ott. 1823; prof. a Torino il 29 dic. 1865; sac. a Torino il 28 nov. 1869; + a Buenos Aires (Argentina) il 4 agosto 1880.
Nella gita autunnale del 1864 don Bosco era giunto con la sua comitiva giovanile a Mornese. Don Domenico Pestarino gli aveva preparato festose accoglienze da parte della popolazione. Il maestro comunale si era preso l'incarico di ordinare il pranzo. Ansioso di scoprire quale fosse il segreto con cui don Bosco dominava così la gioventù, gli chiese una udienza e ottenutala ne lo interrogò. Il Santo gli spiegò bellamente il suo sistema educativo.
Quel maestro si chiamava Francesco Bodrato. Il colloquio orientò in modo definitivo lo spirito di lui verso don Bosco e il suo Oratorio, oggetti già della sua simpatia per cose lette e udite. Aveva quarant'anni ed era vedovo con due figli. Pregò di essere accettato nella nuova Società, e don Bosco, gran conoscitore degli uomini, lo accettò senza la minima esitazione. Poco dopo lo vestì chierico e lo inviò all'incipiente collegio di Lanzo, con l'incarico delle due classi di terza e quarta elementare, ed egli fece tanto bene che l'ispettore scolastico lo proclamò il migliore insegnante di quei dintorni. Si mise interamente nelle mani di don Bosco, che nel dicembre 1865 ne ricevette la professione perpetua. Divenuto sacerdote nel 1869, fu mandato prefetto ad Alassio e poi a Borgo San Martino. Ma un'altra palestra gli offriva il Signore con l'occasione di esercitare il sacro ministero. Don Bosco lo chiamò nel 1875 all'Oratorio per farlo prefetto di sagrestia nel santuario di Maria Ausiliatrice, e in quell'anno lo nominò pure economo della Società in luogo di don Savio. Ma occupò solo per un anno tale carica.
Allestendosi in quell'anno la seconda spedizione missionaria, don Bosco, per darle un capo, scelse don Bodrato. Partì dunque da Torino per l'Argentina nel novembre 1876, guidando uno stuolo di 22 missionari. A Buenos Aires i Salesiani avevano un'opera avviata e un'altra esordiente. Ufficiavano una chiesa degli Italiani, detta “Mater Misericordiae ”, che essi avevano resa centro di grande attività religiosa, e intanto cercavano di insinuarsi tra gli immigrati liguri, che popolavano un sobborgo denominato “Boca” del diavolo, perché i preti non potevano assolutamente farsi vedere. Della chiesa don Bodrato fu fatto rettore e insieme parroco di quel luogo indiavolato. La trasformazione qui avvenuta parve prodigio.
A lui nel 1877 don Bosco volle affidare il governo delle opere di Buenos Aires. Don Bodrato fondò allora un collegio di arti e mestieri, che trasferì poi a San Carlo nel sobborgo di Almagro, il grandioso collegio Pio IX. L'anno dopo, 1878, don Bosco lo nominò ispettore dei salesiani d'America. Ma un male insidioso ne minava già la fibra. Lo stadio acuto del male coincise con la guerra civile che scoppiò a Buenos Aires nel giugno 1880: tragica situazione che portò stragi, fame, attentati. Privo di cure e in mezzo a tanti patemi d'animo, don Bodrato fu presto alla fine. La sua morte fu pianta universalmente nella città tornata in calma. L'arcivescovo volle pontificare nella Messa funebre e disse l'elogio del defunto. Tutte le campane della città suonarono per il suo transito e poi anche nel momento delle esequie.
Bibliografia
*Cenni biografici di D. Francesco Bodrato* (Bozze di stampa, Archivio). — E. [Ceria,]{.smallcaps} *Profili dei Capitolari Salesiani,* Torino, SEI. — *Sac. Francesco Bodrato “Vade mecum*” di D. [Bakberis,]{.smallcaps} Vol. II, pp. 975 e 1001, San Benigno Can., Tip. Salesiana, 1901; Vol. III (1906), pp. 79 e 98.