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# COSTAMAGNA mons. Giacomo, vescovo missionario

nato a Caramagna (Cuneo-Italia) il 23 marzo 1846; prof. a Trofarello il 27 sett. 1867; sac. a Torino il 18 sett. 1868; el. il 18 marzo 1895; cons. il 23 maggio 1895; + a Bernal (Argentina) il 9 sett. 1921.

All'età di dodici anni fu mandato per gli studi all'Oratorio di don Bosco (Torino-Valdocco), dove don Giovanni Cagliero lo avviò allo studio della musica e compose per lui la romanza *Lo spazzacamino.* Nel 1861 ricevette la veste talare dal proprio parroco, ma continuò a stare con don Bosco e nel 1864 conseguì il diploma di maestro elementare, indi iniziò gli studi teologici. Fatta la prima professione religiosa, dopo

aver vinto tutte le opposizioni, fu inviato come maestro di musica nel collegio di Lanzo: qui egli cominciò a comporre romanze, inni, mottetti. Nel 1868 fu consacrato sacerdote e l'anno dopo emise i voti perpetui. Alla morte del secondo direttore spirituale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (1874), don Bosco, apprezzando il suo zelo sacerdotale e il suo buon criterio, lo mandò a Mornese a sostituire il defunto nel delicato incarico, che egli tenne per tre anni (18751877), dando vigoroso impulso alla nascente congregazione delle Suore Salesiane.

Nel 1877 il Padre, pensando a inviare una terza spedizione di missionari in Argentina, vi mise a capo don Costamagna, il quale l'anno dopo già prendeva parte all'impresa del gen. Roca, il conquistatore della Pampa e della Patagonia, accostando per primo le tribù degli indi Araucani e insegnando loro le prime nozioni di cristianesimo. Nel 1880, essendo morto don Bodrato, fondatore del collegio San Carlos di Buenos Aires e primo ispettore salesiano d'America, don Costamagna fu designato a sostituirlo in ambedue gli uffici; qui ebbe campo a dispiegare quell'energia di carattere e quel dinamismo di opere di cui già aveva dato prova a Mornese. *Voglio i Salesiani senza difetti!* era il suo motto, che lo portava a dare anzitutto l'esempio di una perfetta osservanza della santa Regola nello spirito primitivo di Valdocco e a esigere da tutti regolarità e laboriosità, correggendo paternamente tutte le deviazioni e le debolezze. Poté così ampliare il collegio e dare pure inizio all'istituto delle Suore Salesiane in Almagro per l'educazione della gioventù femminile, facendovi sorgere accanto la grandiosa chiesa di Maria Ausiliatrice. Nel 1882 iniziò l'edizione argentina del *Bollettino Salesiano* e nel 1884 quella delle *Letture Cattoliche,* fondate da don Bosco. In opposizione alla laicizzazione delle scuole governative promosse l'insegnamento del catechismo fuori orario, che la legge ancora consentiva, e sviluppò gli oratori festivi nella capitale. Fu pure apprezzato direttore spirituale di varie comunità religiose.

Nel 1887 iniziò l'opera salesiana nel Cile con la fondazione del collegio di Talea e l'anno seguente visitava Cile, Perù, Ecuador e Bolivia per studiare la possibilità di espandervi l'opera salesiana. Chiamato da don Rua a Torino nel 1894, perché eletto vescovo titolare di Colonia e Vicario Apostolico di Méndez e Gualaquiza (Ecuador), venne consacrato nella basilica di Maria Ausiliatrice. Essendo però sorti ostacoli al suo ingresso nel Vicariato da parte del Governo equatoriano, tornò a Buenos Aires, poi percorse largamente la Bolivia come vescovo missionario. Permanendo l'ostilità del Governo equatoriano, don Rua lo nominò visitatore delle case salesiane d'America sul versante del Pacifico con residenza a Santiago del Cile: visitò perciò nuovamente Perù e Bolivia. Nel 1891, col personale salesiano esiliato dall'Ecuador fondò in Cile i collegi di Arequipa e Iquique. Nel 1898 venne in Italia per prendere parte al IX Capitolo Generale della Congregazione e nel 1902 ottenne finalmente di poter entrare per tre mesi nel suo Vicariato Apostolico, visita che ripetè l'anno seguente, imbarcandosi poi per E1 Salvador e la California. Dopo un altro viaggio a Torino per l'elezione del successore di don Rua (1910) e una visita apostolica alla Patagonia (1912), poté finalmente porre la sua residenza tra i Kivari del suo Vicariato ove fondò le Missioni di Indanza e Santiago di Méndez, chiamandovi pure le Figlie di Maria Ausiliatrice.

Nel 1918 dovette chiedere l'esonero per mal di cuore e lasciare il posto a mons. Domenico Comin, chiamato dalla Santa Sede a succedergli. Passò gli ultimi tre anni nel noviziato salesiano di Bernal (Argentina). Fu autore di varie opere ascetiche, liturgiche e di apprezzate composizioni musicali, specialmente di carattere popolare. In occasione delle sue nozze d'oro sacerdotali il paese natio gli aveva intitolato una via come a cittadino illustre e benemerito.

Opere

*— Conferencias a los cooperatores salesianos,* La Paz, 1897.

*— Conferencias para los hijos de don Bosco,* Valparaiso, Tip. Salesiana, 1897, pp. 194.

*— Cartas confidenciales a los directores,* Santiago, Tip. Salesiana, 1901.

*— Brevi istruzioni alle Figlie di M. A.,* Guayaquil, Tip. Salesiana, 1903, pp. 126.

*— Desde iejanas tierras,* Buenos Aires, Tip. Salesiana, 1905, pp. 256.

*— Il servizio della Chiesa,* Torino, Tip. Salesiana, 1905, pp. 239.

*— Conferencias a los salesianos de vida adiva,* S. Tecla, Tip. Salesiana, 1907, pp. 270.

*— Conferencias spirituales,* Sartia, Tip. Salesiana, 1908, pp. 215.

*— Caridad fraterna,* Conferenze, Sevilla, Tip. Salesiana, 1910, pp. 236.

*— Compelle intrare,* Santiago (Chile), Tip. Salesiana, 1920, pp. 600.

*— Tesoro moral litùrgico,* Buenos Aires, Tip. Salesiana, 1921, pp. 252.

Bibliografia

*Amor y gratitud (D. Santiago Costamagna),* Buenos Aires, Tip. Salesiana, 1893, pp. 112.

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