# PICCOLLO sac. Francesco, ispettore
nato a Pecetto (Torino-Italia) l'8 aprile 1861; prof. a Lanzo il 26 sett. 1877; sac. a Ivrea il 22 sett. 1883; + a Roma l'8 dic. 1930.
Studente all'Oratorio, don Bosco lo additò come un emulo di Savio Domenico e gli predisse che avrebbe “molto vissuto e fatto molto bene”. La parola del Santo si avverò. Ascrittosi alla Famiglia salesiana, cominciò il suo apostolato in Ariccia (Roma), poi in Sicilia, ove rimase per quasi 30 anni: prima come insegnante, poi come direttore a Catania San Filippo (1891-92) e a San Gregorio (1892-1901). Infine come ispettore dell'ispettoria Sicula (1901-07) compì un lavoro veramente fecondo di ottimi risultati.
Fu un assiduo e abilissimo cultore di vocazioni.
Fu anche molto provato dal dolore e in questo stato rifulse la sua virtù. Incaricato della visita all'ispettoria Ligure, Romana e Napoletana, il 7 maggio 1909, fu colpito gravemente da un ascesso. Dopo l'operazione, per lunghi anni visse a Roma nel dolore, perché sempre con la ferita aperta, quotidianamente curata dal chirurgo; altri disturbi ebbe pure a provare negli ultimi anni. In questo stato non perdette mai il suo buon umore e l'amore al lavoro, prestandosi come poteva a confessare e a predicare. Sul letto di morte lasciò ai confratelli un pensiero che può venire in mente solo a chi con una vita esemplare attende serenamente l'ultima ora: “La più bella ora della vita è quella della morte ”.