# RACCA sac. Pietro
nato a Volvera (Torino-Italia) nel sett. 1843; prof. e sac. nel 1871; + il 13 sett. 1873.
Era figlio di buoni contadini che lo educarono nel timor di Dio. Don Bosco diceva di don Racca che era una di quelle pere che paiono brutte, ma sono buone al gusto. Fu accettato nell'Oratorio di Valdocco nel 1862. Aveva venti anni e non riusciva negli studi perché di poca memoria. Domandò alla Madonna la grazia e l'ottenne all'improvviso dopo un sogno. Il chierico Racca era di grande aiuto nell'Oratorio. Lo ebbe buon collaboratore per la scuola di canto don Cagliero. Fu abile assistente e insegnante di catechismo, con tutta la fiducia di don Bosco. Sempre malaticcio, tuttavia non si risparmiava in nulla: è questa la testimonianza di don Picollo, che lo ricordava per le sue amabili conversazioni edificanti.
Don Bosco lo volle con sé in un suo viaggio a Roma, nel 1867. Era stato mandato a Sampierdarena per riposare: ma la sua più grande pena era lo star lontano dall'Oratorio e da don Bosco. La mamma lo volle a Volvera per qualche giorno. La malattia si aggravò: don Racca faceva coraggio ai genitori e accettò lieto il sacrificio. Il giorno della sua morte, don Bosco, mentre era a pranzo, all'improvviso con volto mesto disse a don Tamietti: “Povero don Racca!”. “Che cosa c'è?”. “Lo saprai!”. Sul tardi di quel giorno giunse all'Oratorio un dispaccio che annunziava la morte di don Racca.
Bibliografia
G. B. [Francesia,]{.smallcaps} *Salesiani defunti,* San Benigno Can., Tip. Salesiana, 1904, pp. 296.