turcios_y_barallona_mons._jose_de_la_cruz_arcivescovo

# TURCIOS Y BARALLONA mons. José de la Cruz, arcivescovo

nato a Pespire (Honduras) il 1° sett. 1884; prof. a Santa Ana (El Salvador) il 1° febbr. 1910; sac. a Santa Ana l'11 febbr. 1913; el. vesc. tit. di Carre e aus. di Santa Rosa di Copan (Honduras) il 25 maggio 1943; prom. arciv. alla sede di Tegucigalpa l'11 dic. 1947; + a San José (Costa Rica) il 12 luglio 1968.

A 21 anni compiuti entrò nel collegio salesiano di Santa Tecla (El Salvador) come artigiano. Per il buon ingegno e la sua tenacia fu invitato a studiare per il sacerdozio che egli conseguì felicemente dopo 10 anni. Don Turcios fu l'apostolo infaticabile degli oratori festivi, a cui consacrò tutti gli anni e tutte le sue energie. I campi del suo apostolato furono San Salvador,

Cartago, Panama, ma soprattutto San José di Costa Rica. Qui organizzò accanto all'oratorio un'opera a favore dei ragazzi poveri, e incominciò dai più umili: i *limpiabotas* (lustrascarpe), a cui provvide alloggio e vitto gratuito. Di lì vennero poi le scuole professionali, il collegio per studenti. Nell'oratorio festivo fondò le compagnie catechistiche) la banda musicale, costrusse un teatro capace di mille persone, una scuola gratuita per 300 bambini, uno splendido stadio per le competizioni sportive e istituì la festa dei giornalisti al 31 gennaio.

Dopo 9 anni di direttorato, il 25 maggio 1943, fu eletto vescovo titolare di Carré e ausiliare del vescovo di Santa Rosa di Copan nell'Honduras. Poi l'11 dicembre 1947 veniva promosso alla sede metropolitana di Tegucigalpa in qualità di arcivescovo. Cominciò così la sua opera pastorale, che tuttavia non gli impedì di continuare a essere il padre dei poveri e specialmente della gioventù bisognosa.

Furono sue caratteristiche: un cuore mitissimo, un tratto affabile e simpatico, una cauta e operante sensibilità ai problemi della povera gente, un adattamento quasi naturale a ogni sorta di clima e a ogni situazione, non sentendosi straniero in nessuna nazione. Durante il suo episcopato costruì e restaurò più di 50 chiese, concepì, approvò i piani e iniziò i lavori per la grandiosa basilica di Suyapa, anche se non poté condurla a termine. Visitò parecchie volte la sua vasta archidiocesi, tanto che lo soprannominarono il Vescovo Missionario. Nel 1962, sentendosi già vecchio e stanco, rinunciò all'archidiocesi; fu nominato arcivescovo titolare di Nisibi e poté trascorrere gli ultimi suoi giorni nel collegio Don Bosco di San José di Costa Rica, la terra del suo primo grande apostolato salesiano. Il suo corpo riposa, come egli desiderò, nella cattedrale di San José di Costa Rica.

turcios_y_barallona_mons._jose_de_la_cruz_arcivescovo.txt · Ultima modifica: 2024/02/06 17:08 da 127.0.0.1