# CZARTORYSKI sac. Augusto, servo di Dio
nato a Parigi (Francia) il 2 agosto 1858; prof. perp. a Torino-Valsalice il 2 ott. 1888; sac. a Sanremo il 2 aprile 1892; + ad Alassio l'8 aprile 1893.
Primogenito del principe Ladislao, pretendente al trono di Polonia, nipote diretto per parte di madre della regina Maria Cristina di Spagna, cugino del re Alfonso XIII, ancor quindicenne sentì potente una voce interiore che lo chiamava a orizzonti più vasti di quelli che la sua condizione di principe pretendente al trono gli prospettava. Divenne suo motto: *Ad majora natus sum.* Giunto alla maggiore età, si inasprì la lotta per il suo avvenire. Il principe Ladislao lo aveva già avviato alla carriera diplomatica quale suo collaboratore. Augusto però rinunciò a un'ottima proposta di matrimonio e alle prospettive del trono. Sul suo cammino intanto la Provvidenza pose l'uomo che faceva per lui. Nel 1883 don Bosco, accolto trionfalmente in varie città di Francia e particolarmente a Parigi, accettava l'invito del principe Ladislao di recarsi *all'Hótel Lambert,* dove era riunita tutta la sua famiglia. Augusto fu colpito profondamente dalle prime parole che il Santo gli rivolse: “Già da lungo tempo desideravo far conoscenza con lei, signor Principe ”, e da quel momento fu tutto di don Bosco.
Nel 1886 convinse il padre ad accompagnarlo a Torino, dove poté conversare con grande intimità col Santo soprattutto circa la sua vocazione. Voleva essere accettato tra i suoi figli. Don Bosco però lo accolse soltanto dopo l'autorevole parola di Leone XIII. In una udienza particolare accordata al Czartoryski il Papa disse: “Andate da don Bosco\… e diventerete un santo”. Vinte anche le ultime resistenze della sua famiglia, poté udire da don Bosco la parola tanto sospirata: “Da questo istante ella fa parte della nostra Società, e desidero che vi appartenga fino alla morte”. Quel giorno era il 14 giugno 1887, e fu gran festa all'Oratorio di San Francesco di Sales e in tutta la Famiglia salesiana.
A San Benigno Canavese, dove fece il noviziato, iniziò pure una nuova ascesa alla santità. Fu un novizio d'eccezione e risplendette per umiltà, obbedienza e vita di pietà. Don Bosco stesso gli diede l'abito chiericale il 24 novembre 1887 nella basilica di Maria Ausiliatrice, e quella funzione sacra fu l'ultima della sua vita. Il 2 ottobre 1888 emetteva nel collegio di Valsalice (Torino) la sua professione religiosa, dopo aver fatto totale rinunzia di quanto il mondo gli poteva offrire. Colà gli fu accanto il servo di Dio don Andrea Beltrami, suo amico, confidente ed emulo nella santità. Ma la sua malferma salute cominciò ben presto a declinare. Don Rua lo inviò in diversi luoghi climatici, ad Alassio, a Sanremo, nella Svizzera. In queste circostanze la Provvidenza gli mise accanto un'altra grande anima di salesiano, il cileno don Camillo Ortuzar, che gli fu compagno di malattia nella sua ascesa dolorante verso il Calvario. Questa via dolorosa fu per lui una grande preparazione al sacerdozio. Fu consacrato dal vescovo di Ventimiglia a Sanremo. Un anno dopo moriva ad Alassio a 34 anni. La sua vita fu una continua immolazione e ascensione spirituale, e il suo esempio attirò alla Congregazione Salesiana innumerevoli schiere di giovani polacchi che le diedero vigoroso sviluppo nella loro nobile e tormentata nazione. Nel 1921 si iniziò il processo diocesano di beatificazione e canonizzazione e nel 1941 quello apostolico.
Bibliografia
*Sac. Augusto Czartoryski “Vade mecum*” di D. [Barberis,]{.smallcaps} Vol. I, p. 194, San Benigno Can., Tip. Salesiana, 1901. — [Rosa di]{.smallcaps} S. [Marco,]{.smallcaps} *Il principe Augusto Czartoryski,* Torino, SEI, 1930, pp. 110. — E. [Pilla,]{.smallcaps} *Il principe Czartoryski,* Bari, San Paolo, 1961, pp. 146.