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# BELMONTE sac. Domenico, prefetto generale

nato a Genola (Cuneo-Italia) il 18 sett. 1843; prof. a Torino il 12 luglio 1864; sac. a Torino il 16 aprile 1870; + a Torino il 17 febbr. 1901.

Entrò nell’Oratorio di Valdocco il 13 aprile 1860, e consigliato da don Bosco, benché avesse quasi 17 anni, intraprese gli studi ginnasiali. All’entrata nell’istituto ebbe una crisi di melanconia, e se ne sarebbe andato, se un socio della compagnia dell’Immacolata non si fosse interessato di lui e non l’avesse aiutato a superare quel momento di sconforto. Essendo stato inviato all’Oratorio per studiare musica, continuò a coltivare quell’arte mentre attendeva agli altri studi. Fu tra coloro che don Bosco scelse per aprire il primo collegio salesiano fuori Torino, quello di Mirabello, e là insegnò musica e matematica. Da quel collegio, per volere di don Bosco, andò durante un biennio, due volte la settimana, a Vercelli dal M° Frasi, che gli dava lezioni di contrappunto, divenendo così un abile compositore e maestro di coro. Ordinato sacerdote, fu prefetto nel collegio di Borgo San Martino, dove si era trasferito il collegio di Mirabello, e nel 1873 fu inviato catechista ad Alassio, dove, essendosi diplomato nel 1875 in scienze all’Università di Torino, divenne professore di fisica e scienze nel liceo. Nel 1877 ritornò a Borgo San Martino come direttore, e in questa carica seppe attirarsi la stima e la benevolenza dei confratelli e dei giovani, continuando la tradizione lasciata da don Rua e da don Bonetti. Nel 1881 passò a dirigere l’ospizio di Sampierdarena, succedendo a don Albera, che era stato nominato ispettore delle case di Francia. Fu quello uno dei periodi più ricchi di attività. Direttore, maestro di musica, professore di teologia ai chierici, quando nel 1884 la chiesa di San Gaetano annessa all’ospizio fu elevata a parrocchia, ne divenne primo parroco, senza tralasciare nessuno dei precedenti incarichi. Portò la Schola cantorum all’apogeo, nelle esecuzioni di musica sacra in casa e fuori, si dedicò con tutte le sue forze alla predicazione e alla direzione delle anime, tanto che tutto il suo tempo era interamente speso per gli altri. Nel 1886 fu eletto Prefetto Generale della Congregazione, essendo don Rua diventato vicario di don Bosco, e in questa carica poté far brillare appieno la sua prudenza, il suo zelo e l’esperienza acquistata nella direzione delle case. Arrivando a Valdocco, fu per due anni anche direttore della Casa Madre. Dopo prestò per alcuni anni la sua opera di insegnante di fisica e scienze nel liceo Valsalice. Morto nel 1891 don Bonetti, gli succedette nella qualità di Postulatore della causa di don Bosco. Dovette con dispiacere abbandonare la musica, ma la Congregazione deve a lui se ha avuto il suo più grande musico in don Giovanni Pagella, perché fu lui che l’inviò a Ratisbona a perfezionarsi nella composizione. Rimase celebre in Congregazione per le sue Buone Notti, brevi, geniali e profonde. Gravò su lui la decorazione del santuario di Maria Ausiliatrice, compiuta nel 1891. Ma questa non fu che una delle sue tante preoccupazioni. Accasciato dalle fatiche morì quasi improvvisamente. Don Bosco gli aveva predetto che se si fosse usato molti riguardi avrebbe oltrepassato i 60 anni, ma che in caso contrario, sarebbe morto qualche anno prima. Riguardi non se ne volle usare mai, e morì che non aveva ancora compiuto i 58 anni. Predicando soleva dire che la vita del salesiano deve essere come una candela, diritta, candidissima e che tutta deve consumarsi ardendo e illuminando.

Opera

Manuale del prefetto per le case della Pia Società Salesiana, Torino, Tip. Salesiana, 1901, pp. 66.

Bibliografia

— Bollettino Salesiano, marzo 1901, pp. 69-70.
— G. Gasino, Cenni biografici di Domenico Belmonte, sacerdote salesiano, Torino, Tip. Salesiana, 2a ediz., 1907, pp. 166.
— E. Ceria, Profili dei Capitolari Salesiani, Colle Don Bosco, LDC, 1951, pp. 173-189.

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