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# CALASANZ sac. Giuseppe, ispettore, servo di Dio, martire

n\. ad Azanuy (Lérida-Spagna) il 23 nov. 1872; prof. perp. a Sarriá il 1° agosto 1890; sac. a Barcelona il 21 dic. 1895; + a Valencia il 29 luglio 1936.

La guerra civile spagnola degli anni 1936-39 ebbe carattere di una vera persecuzione anticristiana, anche se palliata sotto i soliti pretesti politici, economici e sociali. In quei tre anni furono sistematicamente profanate e distrutte centinaia di chiese, innumerevoli vasi e immagini sacre, furono barbaramente trucidati 11 vescovi, 4200 sacerdoti secolari, 2500 religiosi e gran numero di laici, solo perché appartenenti a organizzazioni cattoliche, e fu completamente abolita ogni manifestazione di culto pubblico. Anche i Salesiani di don Bosco pagarono il loro tributo di sangue, unicamente perché dedicati all'educazione cristiana della gioventù. Ben 111 furono i salesiani uccisi, per 94 dei quali si poterono constatare i caratteri di vero martirio, sofferto per la confessione della fede cristiana; di loro è stato già ultimato il processo diocesano per la causa di beatificazione e canonizzazione nelle curie arcivescovili di Madrid, Barcelona e Sevilla.

Tra questi martiri salesiani primeggia l'ispettore o provinciale di Barcelona don Giuseppe Calasanz Marqués, compaesano e probabilmente lontano parente di san Giuseppe Calasanzio. Entrò dodicenne nella casa salesiana di Sarria (Barcelona) proprio agli inizi dell'opera salesiana nella Spagna (1881) ed ebbe la fortuna di assistere, già quattordicenne, alla visita trionfale di don Bosco a Barcelona durante i mesi di aprile e maggio del 1886, e poté anche servire più volte la Messa al Santo. Crebbe poi con quell'attaccamento a don Bosco, che fu distintivo di quanti lo conobbero e praticarono, ed ebbe la fortuna di incontrarsi poco dopo (1889) con l'anima grande del servo di Dio don Filippo Rinaldi, primo direttore di Sarria e primo ispettore della Spagna salesiana. Don Rinaldi, scoprendo nel Calasanz le più belle doti di mente e di cuore, ne coltivò la chiara vocazione religiosa, lo fece suo segretario e discepolo prediletto ed ebbe la consolazione di assisterlo nella celebrazione della sua prima Messa, offrendo così alla Congregazione il primo sacerdote salesiano della Spagna. Don Calasanz ebbe presto incarichi di fiducia: fu direttore del primo collegio salesiano di “Bachillerato” dell'ispettoria salesiana Tarragonese (Catalogna), che innalzò a grande prestigio; fu fondatore dell'opera salesiana nelle Antille (1916) e poi ispettore nel Perù-Bolivia (1922) e finalmente diresse la fiorente ispettoria di Barcelona dal 1925 al 1936 Oltre che per il suo zelo ardente e instancabile, si distinse per una grande bontà di cuore, con la quale attirò anche tanti insigni benefattori all'opera salesiana.

Nel luglio 1936, mentre presiedeva una muta di esercizi spirituali nella casa salesiana di Valencia, fu arrestato e tradotto in prigione con tanti altri salesiani che dovettero subire ogni sorta di maltrattamenti e servizie. Il 29 luglio, fingendo di liberarlo, lo caricarono su di un autocarro; schiantato da una fucilata sparatagli a bruciapelo da un miliziano, cadde tra i suoi confratelli, intriso del proprio sangue. Di lui, come degli altri salesiani caduti insieme a lui, il processo di beatificazione fu iniziato il 15 dicembre 1953.

Bibliografia

A. [Buhdeus,]{.smallcaps} *Lauros y palmas,* Barcelona, Libr. Salesiana, 1958, pp. 443. — L. [Castano,]{.smallcaps} *Santità salesiana,* Torino, SEI, 1966, pp. 464.

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