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# TIRONE sac. Pietro, catechista generale

nato a Calliano (Asti-Italia) il 21 luglio 1875; prof. perp. a Torino-Valsalice il 3 ott. 1891; sac. a Torino il 26 marzo 1898; + a Torino il 4 febbr. 1962.

A 12 anni entrò nell'Oratorio di Valdocco, vivente don Bosco. Emise i voti perpetui nelle mani del ven. don Rua. Il suo primo campo di lavoro fu Lombriasco, dove affluivano giovani polacchi, desiderosi di seguire gli esempi del servo di Dio principe don Augusto Czartoryski. Nel 1900, a 25 anni, fu eletto direttore della casa (1900-04) e due anni dopo anche maestro dei novizi.

I rapidi progressi nella difficile lingua polacca e soprattutto la sua prudenza e tatto indussero don Rua a inviarlo come direttore e maestro dei novizi in Jugoslavia, a Radna (1904-09) e poi a Ljubljana (1909-11). Nell'Europa Orientale allora c'era un'unica ispettoria salesiana, detta Austro-Ungarica. A dirigerla nel 1911 fu scelto don Tirone, che risiedeva in Polonia, nella casa di Oswiecim, donde governava le opere dell'Austria, dell'Ungheria, della Polonia, della Slovacchia, della Slovenia e della Croazia (1911-1919). Dopo la prima guerra mondiale ottenne da don Albera che l'ispettoria fosse divisa in due. Egli rimase a capo dell'ispettoria Polacco-Jugoslava (1919-25) e poi di quella Jugoslava (1925-26). Ma don Rinaldi lo chiamò a Torino come vice Catechista Generale accanto al venerando don Giulio Barberis, al quale succedette nell'alto ufficio nel 1927, fino al 1952.

Questi 25 anni furono per don Tirone un periodo non meno laborioso. Fu mandato visitatore nell'America Latina, in Europa, ancora nell'America Centrale, nel Medio Oriente. Negli anni 1943-45 a Roma assistette il Prefetto Generale don Berruti nel governo della Congregazione staccata da Torino. Finita la guerra, fu di nuovo inviato nell'Europa orientale per confortare i Salesiani e riattivare le opere sconvolte dalle vicende belliche. Fu allora che in un incidente automobilistico riportò varie gravi ferite. L'ultimo periodo della sua vita (1952-62) fu un decennio di sofferenze sopportate con religiosa serenità. Fu ancora direttore a Chieri Villa Moglia (1952-58). Una grande paternità e insieme una saggia prudenza e una indiscussa fedeltà a don Bosco fecero di don Tirone un salesiano degno della seconda generazione formata alla scuola dei primi discepoli del Fondatore.

Opera

*Medaglioni di 88 Confratelli polacchi,* Chieri, 1954, pp. 153.

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