# ESANDI mons. Nicola, vescovo
nato a Bahìa Blanca (Argentina) il 6 dic. 1876; prof. perp. a Buenos Aires il 27 genn. 1894; sac. a Bahìa Blanca il 28 genn. 1900; el. vesc. di Viedma il 13 sett. 1934; cons. il 17 febbr. 1935; + a Viedma il 29 agosto 1948.
Dopo l'ordinazione sacerdotale ricevuta da monsignor Cagliero nel 1900, pieno di fervore apostolico, cominciò a percorrere la Patagonia, specialmente il territorio del Rio Negro, accompagnando l'intrepido missionario don Domenico Milanesio e condividendo con lui privazioni, disagi, fatiche e sudori, ma anche belle consolazioni spirituali. Due anni dopo fu nominato direttore e maestro di novizi a Bernal (19031922), poi direttore a Buenos Aires-Boca (19221925) e di nuovo a Bernal (1925-32). Nel 1932 fu nominato superiore dell'ispettoria San Francesco di Sales (1932-34), finché la Santa Sede, costituendo la diocesi di Viedma, gli affidò la cura pastorale di quella terra fecondata dall'apostolato dei primi missionari salesiani.
Viedma fece a mons. Esandi accoglienze trionfali. E i fedeli sparsi nelle zone più impervie lo videro presto giungere fino a loro in visita pastorale, con quel suo gran cuore che irradiava la bontà da ogni sguardo, da ogni parola e tratto. Questa fu la caratteristica di tutta la sua vita e di tutto il suo ministero: una bontà illuminata, trasparente in un candore d'animo che gli guadagnava i cuori, mentre egli si faceva tutto a tutti, nella più generosa donazione di sé, con predilezione salesiana per i più piccoli, per i più poveri. Organizzò la diocesi secondo le esigenze canoniche, curando con speciale affetto ii seminario, che portò a consolante fioritura, e l'Azione Cattolica.
Figlio della Patagonia, cresciuto alla scuola dei grandi evangelizzatori salesiani, non ci fu interesse spirituale o temporale della popolazione ch'egli non abbia favorito con pastorale sollecitudine. Appassionato di letteratura e di filosofia, lasciò traccia anche della sua competenza pedagogica e sociale in pubblicazioni popolari e riviste periodiche che apprezzavano altamente la sua collaborazione. E come da giovane salesiano aveva fondato in Bernal il settimanale cattolico *L'Untone,* così da vescovo diede tutto l'impulso possibile alla buona stampa, memore degli esempi di don Bosco e sollecito della sana cultura del popolo. Alla sua morte il Governo nazionale decretò due giorni di lutto in tutta l'Argentina con le bandiere a mezz'asta e il Ministero della Guerra dispose gli onori militari. Viedma fece lutto per sette giorni, con le bandiere a mezz'asta e tre giorni di sospensione di ogni festa popolare.