# NOGUIER DE MALIJAY sac. Natale, scienziato
nato a Sisteron (Francia-Basse Alpi) l'11 nov. 1861; prof. a Torino-Valsalice (Italia) l'11 ott. 1889; sac. a Torino il 27 sett. 1891; + a Port-à-Binson (Francia) il 21 dic. 1930.
Apparteneva a un'antica famiglia della nobiltà provenzale. Nel suo castello avito Napoleone pernottò ritornando dall'isola d'Elba. Giovane e un po' irrequieto allievo del collegio dei padri Gesuiti ad Avignone, poi del collegio de La Seyne dei padri Maristi (1875) e nel 1877 del piccolo seminario di Digne, aveva sognato dapprima di passare alla Scuola Navale, ma la debolezza della vista l'aveva fatto escludere. Si rivolse allora all'Esercito d'Africa, arruolandosi nei Cacciatori.
Di ritorno dal servizio militare, con l'appoggio di don De Barruel, chiese di essere ammesso sotto la bandiera di don Bosco. Quando fece la domanda egli aveva già tre sorelle suore e nel 1886 fu accettato nel primo noviziato della Congregazione, a San Benigno Canavese, accolto da don Bosco stesso. Dalle mani del Santo ricevette pure l'abito chiericale, nella basilica di Maria Ausiliatrice, il 24 novembre 1887, insieme al principe Czartoryski, nell'ultima vestizione fatta da don Bosco. Appena terminato il noviziato ebbe la cattedra di fisica, chimica e scienze naturali nel seminario per le Missioni Estere di Valsalice, ufficio a cui lo designava la sua buona cultura scientifica, e che egli esercitò dodici anni con crescente fortuna.
A fianco dell'insigne amico don Nassò, direttore degli studi, che egli amava come un fratello, fece opera d'apostolato intellettuale di prim'ordine. Infatti quel suo insegnamento fruttò all'istituto non solo un magnifico gabinetto di fisica e chimica, ma soprattutto una generazione di studiosi, che nei vari collegi salesiani, e più ancora nelle Missioni, seppero mettere a profitto delle anime i limpidi princìpi della scienza applicata, appresi da don Noguier. Quanti bravi meteorologi preparò egli per la rete di Osservatori eretti, nel primo trentennio del secolo, dai Salesiani in tutte le Repubbliche sud-americane!
Nel 1898 fu egli che ebbe l'idea di fotografare la Santa Sindone, in occasione della sua esposizione, e, quantunque l'esecuzione fosse affidata al comm. Pia, egli la fotografò di nascosto ed ebbe la soddisfazione di scoprire che la Sindone era un negativo fotografico. Quella fotografia divenne il punto di partenza per una lunga serie di studi. Per circa trent'anni difese con ardore e con buoni argomenti l'autenticità della Santa Sindone. Per mezzo di articoli, opuscoli, polemiche, conferenze, riviste, immagini, divulgò e trasfuse in molti la sua convinzione. Egli fu davvero un apostolo infaticabile di questa insigne reliquia, e da Valsalice i suoi allievi che partivano per le terre di missione, divenivano i divulgatori di tale devozione.
Nel 1900 l'obbedienza lo portò a Parigi-Ménilmontant, come direttore di quell'importante opera salesiana. Poi, per la cosiddetta legge sulle Associazioni che disperdeva le Congregazioni religiose, vide crollare venti anni di fatiche salesiane. Don Noguier andò a Liegi, dove assunse la direzione dell'istituto San Giovanni Berchmans. Ma vi rimase appena un anno. Tornò quindi a Parigi e dopo un po' di tempo, vi aprì una casa-famiglia per studenti di scuole superiori. L'opera prosperò per un decennio, fino alla prima guerra europea. Allora egli si dedicò alla propaganda libraria, e stampò e sparse per tutta la Francia libri che illustravano don Bosco, la sua opera, il culto dell'Ausiliatrice e la Santa Sindone.
Don Noguier fu un grande lavoratore. Il suo spirito era tutto fuoco e in perpetua ebollizione: un disegno succedeva all'altro, ed egli non poneva tempo in mezzo per attuarlo. Nel 1928, in preparazione alla nuova ostensione della Santa Sindone, fece varie proposte e le fece pervenire al re, che non le gradì, e gli negò l'ammissione nel gruppo degli studiosi che dovevano osservare più da vicino la santa reliquia. Don Noguier morì prima che si attuasse la novella ostensione. Alcune di quelle sue proposte furono realizzate nell'ostensione del 1931. Se si fossero seguiti completamente i suoi consigli, oggi noi avremmo una documentazione ancor più ricca in favore dell'autenticità della Sindone.
Opere
*— Elementi di chimica per le scuole secondarie,* Torino, Unione Tipografica, 1900, pp. xm-224.
*— Le Saint-Suaire de Turin,* Paris, Oudin, 1902.
*— Le Saint-Suaire et la Sainte-Face de Notre Seigneur Jésus-Christ,* Paris, Oeuvre du Saint-Suaire, 1922, pp. 64.
*— Le Saint-Suaire de Turin,* Paris, Ed. Spes, 1929, pp. xm-114.
*— La Santa Sindone di Torino,* trad. di don P. Valerti, Torino, Libr. S. Cuore, 1930.
Diresse inoltre in Francia la rivista trimestrale *Le Bulletin du Saint-Suaire,* che ebbe inizio nel gennaio 1925, e terminò dopo 15 numeri nel settembre 1928.
Bibliografia
*Bulletin Salésien,* février 1931, pp. 51-52. — *Rivista dei Giovani,* marzo 1931, pp. 156-157.