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# RABAGLIATI sac. Evasio, missionario

nato a Occimiano (Alessandria-Italia) il 20 genn. 1855; prof. a Lanzo il 15 sett. 1875; sac. a Buenos Aires il 22 sett. 1877; + a Santiago del Cile il 2 maggio 1920.

Fu uno dei pionieri che don Bosco mandò nel Sud America per portare in quelle immense repubbliche un nuovo soffio di civiltà cristiana. All'età di dodici anni ebbe la ventura di incontrarsi con il grande Educatore in una di quelle passeggiate autunnali sui colli monferrini che egli organizzava per i suoi allievi. Accolto nel collegio di Mirabello nel 1869, passa poi a Borgo San Martino, indi all'Oratorio di Valdocco Torino. Frattanto sorge chiara la sua vocazione sacerdotale e salesiana. Fatto il noviziato e la professione religiosa e preso il diploma magistrale, don Bosco lo manda nel collegio di Lanzo come maestro di musica, indi a Nice (Francia): qui sta due anni, perfezionandosi nella musica e nella lingua francese e frequentando la scuola di teologia del seminario. Lo richiama nel 1876 per aggregarlo al secondo drappello di missionari salesiani da inviare in America.

Iniziò il suo apostolato fra gli emigrati italiani di Buenos Aires e l'anno seguente fu ordinato sacerdote. Don Costamagna lo prese con sé nella prima esplorazione della Patagonia per via mare. Nel 1880 è nominato direttore del collegio di San Nicolás de los Arroyos, e vi rimane fino al 1886, allorché deve valicare la Cordigliera delle Ande per andare a dirigere la prima casa salesiana del Cile a Concepción (1887-90). In ambedue i luoghi la sua forte personalità, ricca di doti naturali e di abilità acquisite, ma soprattutto di zelo apostolico, si impone e suscita simpatie e collaborazione. Il suo maggior campo di apostolato doveva però essere la Colombia, a Bogotá, dove don Rua lo inviò nel 1890 ad aprire una scuola professionale dietro invito del Governo nazionale e di Leone XIII, al quale fu dedicata. Si occupò quindi dell'assistenza spirituale ai lebbrosi di Agua de Dios, iniziata dall'eroico don Unia nel 1891 e proseguita da don Grippa e don Variara. Per dare sviluppo all'opera nel 1893 aperse il noviziato a Fontibón, sicché nel 1896, in piena guerra civile, poté iniziare coraggiosamente con don Briata la missione dei *Llanos de San Martin,* sterminata pianura posta lungo la Cordigliera orientale, già evangelizzata dai Gesuiti, ma ricaduta nella barbarie dopo la loro soppressione.

Frattanto, avendo visitato altri due lebbrosari e veduto come erano trascurati i poveri malati, molti dei quali erano sparsi anche tra la popolazione sana, fece il progetto di riunirli tutti in un grande lebbrosario, ben organizzato per l'assistenza materiale e spirituale. Ne parlò, ne scrisse, trasse dalla sua il Governo, studiò il progetto con una commissione governativa, fece viaggi, recandosi anche a Bergen in Norvegia dal celebre lebbrologo Hansen (1898). Purtroppo, dopo tante fatiche, le mene politiche mandarono tutto a monte; ma la sua iniziativa determinò nell'opinione pubblica una corrente favorevole ai poveri lebbrosi e spinse i pubblici poteri a occuparsi più seriamente del grave problema. Infatti nel 1897 gli fu affidata la direzione anche del lazzaretto di Contratación.

Essendosi l'opera salesiana già sviluppata sufficientemente in Colombia, nel 1896 venne eretta in ispettoria autonoma e don Rabagliati ne fu eletto ispettore. Nel 1910, dopo aver preso parte al Capitolo Generale per l'elezione del successore di don Rua, il nuovo Rettor Maggiore don Albera lo esonerò per ragioni di salute dal suo grave incarico e lo rimandò nel Cile per riposare e curarsi. Ma don Rabagliati, sull'esempio di don Bosco, non conosce riposo e impiega gli ultimi suoi anni nell'incessante esercizio del sacro ministero, per cui è ricercatissimo, nonché nel raccogliere offerte per i lebbrosi di Colombia. Muore sulla breccia, dopo una predica all'istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Santiago nel 1920. Alla notizia della sua morte il Governo colombiano dichiarò il lutto nazionale e la stampa di ogni colore, tanto in Colombia come in Cile, ne esaltò le grandi benemerenze civili e religiose.

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