# TIRELLI sac. Ambrogio, ispettore
nato a Cassinetta di Lugagnano (Milano-Italia) il 23 marzo 1873; prof. perp. a Torino l'11 ott. 1889; sac. a Oran (Algeria) il 29 giugno 1897; + a Magdalena del Mar (Perù) il 28 nov. 1964.
Nel novembre del 1885 entrò nell'Oratorio di Torino e per tre anni godette della presenza di don Bosco. Assistette ai suoi miracoli, alle sue “buone notti ”; poté parlare e confessarsi dal Santo e accompagnarlo a Roma (1887) insieme con i cantori del M° Dogliani per la consacrazione del tempio del Sacro Cuore. Condivise con gli altri Figli di don Bosco il dolore della morte del Santo in quella gelida mattina del 31 gennaio 1888. Quello stesso anno il giovane Tirelli entrò nel noviziato e lo terminò con la professione perpetua. Da quel giorno cominciò ad avverarsi la parolina che don Bosco gli aveva detto all'orecchio: “*Esto ut gigas ad currendas vías Domini:* sii come un gigante nel correre le vie del Signore”. L'invito del Santo fu profetico non solo per l'alto grado di virtù che avrebbe raggiunto don Tirelli, ma anche per la molta strada che avrebbe percorso attraverso il mondo salesiano. Lavorò in tre continenti, sempre occupando posti di fiducia.
Venne ordinato sacerdote a Oran, in Algeria. Nel 1904 tornò in Europa, nel Portogallo, come direttore e maestro di novizi a Lisbona (19071912); passò poi nella Spagna, direttore a Gerona (1912-22) e a Barcelona-Sarrià (1922). Nel 1923 fece la sua prima traversata dell'Atlantico e fu direttore a Rio de Janeiro (Brasile 1923-25) e poi ispettore del Brasile Nord (19251931). L'intenso lavoro svolto anche nelle Missioni del Rio Negro gli minò la salute. Perciò nel 1932 fu trasferito in un clima più mite, nel Perù, dove per 18 anni fu maestro di novizi ad Arequipa (1933-39) e a Magdalena del Mar (1939-51). Poi continuò fino alla morte a insegnare le due lingue predilette, il latino e il greco, agli aspiranti e ai giovani salesiani.