# BRETTO sac. Clemente, economo generale
nato a Montanaro (Torino-Italia) il 18 giugno 1855; prof. perp. ad Alassio il 17 marzo 1877; sac. ad Albenga il 22 dic. 1877; + a Torino il 25 febbr. 1919.
Dopo gli studi compiuti nella “Piccola Casa della Divina Provvidenza” del santo. Cottolengo, e due anni di teologia in seminario, venne da don Bosco (1874) e si fece salesiano. Nel 1877, anno in cui fece i voti perpetui nella Società, conseguì a Torino il diploma di matematica, disciplina che aveva tutta la sua preferenza. Tale predilezione per le scienze esatte lo formò all'ordine e alla precisione nelle cose e alla limpidezza del pensiero: Ordinato sacerdote, don Bosco lo nominò Direttore Spirituale delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Nizza Monferrato. Egli si rivelò adorno di tutte le attitudini necessarie. La giovane Congregazione era entrata in un periodo di sviluppo crescente e nel suo centro aveva bisogno di un direttore che fosse imbevuto dello spirito del Fondatore e possedesse la capacità di infonderlo nelle suore. Ora don Bretto seppe fare così bene le sue parti, che undici anni dopo don Rua non esitò a crearlo Direttore Generale dell'Istituto, incarico che conservò pure quando era ispettore della Cispadana, e che lasciò nel passare al governo dell'ispettoria Veneta con sede a Verona.
A capo della seconda ispettoria, che abbracciava pure Lombardia ed Emilia, stette poco più di un anno. Morto nel dicembre 1910 l'economo generale don Bertello, il nuovo Rettor Maggiore don Albera, tenuto conto dei voti dati a don Bretto nelle elezioni di quell'anno, chiamò lui a succedergli fino a nuove elezioni. Ma, non essendosi potuto più convocare il Capitolo Generale per dodici anni a motivo della guerra mondiale, don Bretto tenne la carica fino alla morte. Fece anche due lunghi viaggi. Nel 1908 andò con don Rua in Palestina, rimanendo fuori tre mesi e mezzo. Dalle principali tappe inviava a Torino ampie relazioni. Le sue lettere si susseguivano oggettive, chiare, ricche di notizie presenti e di ricordi storici. La sua attenzione si concentrava tutta su don Rua. Il secondo viaggio è del 1913 e durò cinque mesi. Visitò con don Albera le case salesiane della Spagna. Anche allora don Bretto riferiva a Torino le cose che accadevano.
Don Bretto sopravvive in tre opuscoli intitolati *Faville e scintille,* triplice raccolta di pensieri dettati dal buon senso e da sapienza cristiana. Spirano pietà, palesano conoscenza di uomini e di cose e sono frutto di una mente riflessiva.
Opere
*— La geometria a servizio delle scuole ginnasiali, tecniche e normali,* Torino, Tip. Salesiana, 1882, pp. 152.
*— Nozioni di botanica e zoologia,* Parma, Fiaccadori, 1894, pp. 17.
*— Piccola geometria per le scuole secondarie a norma dei programmi governativi,* Torino, Tip. Salesiana, 1898, pp. 138.
*— Scintille e faville,* Ravenna, Tip. Salesiana, 1910-13, 3 voll.
Bibliografia
P. [Lingueglia,]{.smallcaps} *D. \'Clemente Bretto,* Torino, Tip. Salesiana, 1919. — E. [Certa,]{.smallcaps} *Profili di Capitolari,* Colle Don Bosco, LDC, 1951, pp. 499.