colbacchini_sac._antonio_missionario

# COLBACCHINI sac. Antonio, missionario

nato a Bassano del Grappa (Vicenza-Italia) il 19 febbr. 1881; prof. a Foglizzo il 3 ott. 1897; sac. a Ivrea il 19 sett. 1903; + a Castel di Godego il 12 marzo 1960.

All'età di 12 anni, essendosi presentato al ven. don Rua, di passaggio a Vicenza, prima di aprir bocca si sentì dire da lui: “Antonio, tu sarai salesiano e missionario!”. Terminato il noviziato a Foglizzo ed emessa la professione perpetua nel 1897, l'anno dopo partiva per il Brasile con don Balzola. Continuò i suoi studi a Cuiabá, capitale dello Stato del Mato Grosso, ma, colpito dal beri-beri, nel 1901 dovette tornare in Italia, dove terminò gli studi teologici e fu ordinato sacerdote. Ripartì per il Brasile e raggiunse don Balzola, che stava iniziando la sua missione tra i Bororos. Fu successivamente direttore a Coxipó (1905-06), Barreiro (19081920), Rio das Mortes (1920-21), Rio Garças (1921-22), Barreiro (1922-28), Santa Rita (19341935), Xavantina (1950-53).

Dalla base più avanzata della Missione, egli penetrò in luoghi fino allora inviolati, prendendo contatto con le tribù più selvagge, delle quali studiò la lingua, costruì la grammatica e compilò il vocabolario. Acquistò così alto ascendente su di loro che lo proclamarono loro *cácteo* (capo). Fece importanti rilievi sui fiumi, foreste e territori prima sconosciuti. Nel 1949, nonostante la sua età avanzata, si spinse tra le tribù dei Xavantes, ostili ai Bororos, che nel 1934 avevano trucidato barbaramente i due sacerdoti salesiani don Fuchs e don Sacilotti, i quali avevano tentato di avvicinarli. Dopo ripetute prove poté finalmente prender contatto anche con loro e ammansirli. Ebbe così la consolazione di celebrare la sua Messa d'oro presso il luogo del martirio dei suoi due eroici confratelli, attorniato da un folto e stupito stuolo di Xavantes.

Difficile fu l'evangelizzazione delle nuove tribù, ma nel 1956 mons. Faresin, prelato di Registro do Araguaya (Mato Grosso), poté amministrare i primi battesimi a un buon numero di adulti. Il Governo brasileño, riconoscendone in Parlamento le alte benemerenze, conferì a don Colbacchini la massima onorificenza della nazione: il “Cruzeiro do Sul”. Colpito da grave affezione reumatica, il coraggioso pioniere dovette tornare in Italia, dove morì a Castel di Godego (Treviso) nel 1960. Le opere da lui pubblicate per illustrare le tribù bororos ebbero recentemente un ottimo complemento *nell'Enciclopedia Bororo* redatta dai missionari don Cesare Albisetti e don Angelo Venturelli.

Opera

*I Bororos orientali,* Torino, SEI, pp. 450.

colbacchini_sac._antonio_missionario.txt · Ultima modifica: 2024/02/06 17:07 da 127.0.0.1