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# FUCHS sac. Giovanni, missionario martire

nato a Pfaffnau (Svizzera) il 9 marzo 1880; prof. a Lombriasco (Italia) il 1° ott. 1902; sac. a Niteroi (Brasile) il 4 febbr. 1912; + a Rio das Mortes il 1° nov. 1934.

A vent'anni (1900), sentendo la vocazione alla vita religiosa passò in Italia e nell'istituto di Penango Monferrato si preparò a seguire decisamente la vocazione missionaria. Vestì l'abito ecclesiastico l'anno seguente per le mani del ven. don Rua. Nel 1906 partì per il Brasile. Fatti gli studi a Lorena e a Niteroi, qui fu ordinato sacerdote. Dopo un breve ritorno in patria (Svizzera) per rimettersi da una malattia, “Colonia Sacro Cuore” (Mato Grosso) per dedicarsi nella missione all'evangelizzazione degli indi Bororos. Da alcuni anni i missionari salesiani si dedicavano con grandi sacrifici alla ricerca delle tribù di indi internati nelle immense foreste vergini; ma ogni fatica era frustrata dalla tribù dei Chavantes, indi di grande ferocia, annidiati tra il Rio das Mortes e il Rio Araguaya.

Don Fuchs sul finire del 1932, d'accordo con l'Amministratore Apostolico mons. Couturon, si risolse di riprendere le ricerche degli indi, specialmente dei Chavantes. Col confratello coad. Giuseppe Pellegrino e alcuni civili a servizio della missione organizzò una spedizione, inoltrandosi lungo il Rio das Mortes, e piantò le tende in una capanna battezzata “rancho Santa Teresina”, attorno a cui si raggrupparono alcuni indi Sujas e Carajás, terrorizzati dai Chavantes. Nel luglio 1933 a don Fuchs si aggiunse un giovane sacerdote brasiliano, ma figlio di italiani, padre Pietro Sacilotti. Insieme organizzarono dalla residenza di Santa Teresina alcune esplorazioni nella zona circostante. Il I^o^ novembre 1934 si recarono a Mato Verde dove avevano iniziato una nuova catechesi per gli indi Carajás. A un certo punto scorsero sulle sponde del fiume alcuni indi dalle forme atletiche, nudi, affatto sconosciuti. I missionari si fecero loro incontro, mostrando vari oggetti, e facendo capire che volevano offrirli in regalo. Gli indi, che erano fuggiti, si fermarono, tornarono sui loro passi, stesero le mani mostrando di gradire i doni. Altri indi sbucarono da ogni parte, protendendo le mani per avere anch'essi qualche cosa. Avendo esaurito i regali, i due missionari mandarono i cinque civili che li accompagnarono nel viaggio a prendere altri doni dalla barca. Gli indi, diffidenti, pensando forse che fossero andati a prendere le armi e che i regali non erano stati che l'esca per attirarli, con le loro clave uccisero i due eroici missionari, scomparendo poi nella selva.

Il comando militare di Araguayana organizzò subito una spedizione per ricuperare le salme dei missionari. Nella cattedrale di Rio de Janeiro fu celebrato per loro un solenne rito funebre cui parteciparono il Cardinale Arcivescovo, il Nunzio Apostolico e il Presidente della Repubblica. Soltanto nel gennaio 1953, dopo 19 anni, il missionario salesiano don Colbacchini, residente in Xavantina, poté avere il primo contatto amichevole coi terribili Chavantes. L'anno seguente si aperse la prima missione fra i Chavantes proprio nel luogo da cui 20 anni prima erano partiti don Fuchs e don Sacilotti, chiamandola “Missione Santa Teresina”.

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