# GOMES DE OLIVEIRA mons. Elvezio, arcivescovo
n\. ad Anchieta (Brasile) il 19 febbr. 1876; prof. perp. a Ivrea (Italia) il 4 ott. 1894; sac. a Cuiabá (Brasile) il 9 giugno 1901; el. vesc. il 15 febbr. 1918; cons. il 15 luglio 1918; + a Mariana il 25 aprile 1960.
Nell'anno della morte di don Bosco, Elvezio fu affidato ai Salesiani di Niteroi. Qui l'ideale del sacerdozio e della vita salesiana affascinarono quel ragazzo buono e intelligente. Ordinato sacerdote, esplicò successivamente tutte le attività di un collegio salesiano, manifestando in pieno le sue esimie qualità. Animo aperto a tutte le esigenze religiose, economiche e sociali della sua gente, si distinse in varie attività, portando un soffio di vita nuova in ogni iniziativa di bene. Giornalista dalle idee lucide e immediate, diresse, tra l'altro, la rivista *Santa Cruz.*
Nel 1918 era consacrato vescovo, nuova gemma nella corona dei numerosi vescovi che la Congregazione ha dato alla Chiesa nel Brasile fino ad oggi. Per quattro anni lavorò nella diocesi di Maranhao. E quando ottenne dal Papa l'erezione della sede in archidiocesi, fu trasferito a Mariana come arcivescovo coadiutore di monsignor Silverio Gomes Pimenta, a cui succedette quell'anno stesso, incominciando il suo fruttuoso governo di 38 anni a Mariana. La sua operosità brillò in diversi campi. Anzitutto in quello dell'educazione, con la fondazione di cinque collegi cattolici. Organizzò il Museo di Arte Sacra per salvare le opere dell'epoca coloniale, cedendolo poi al Governo. La protezione, di cui fu largo alle scienze storiche, gli valse la elezione a socio onorario dell'Istituto Storico e Geografico dello Stato di Minas Gerais. Speciale cura ebbe per i poveri e i malati, promovendo la fondazione di orfanotrofi, di ricoveri e ospedali, creando una congregazione femminile con queste finalità caritative. S'impegnò nella costruzione di chiese e di convenienti abitazioni per i parroci. Ma ciò che più difettava non erano le canoniche, ma i preti. Spirito obiettivo e pratico, si diede all'azione. Il seminario minore fu da lui restaurato e ripopolato; eresse il seminario maggiore per seminaristi di varie diocesi. Creò un fondo per sostenere le vocazioni povere.
Mons. Elvezio si staglia nella storia della Chiesa e della Congregazione nel Brasile come figura singolare. La sua operosità si esplicava attraverso un'azione ordinata e raccolta; la sua rigidezza di volontà si addolciva con una freschezza di spirito che si manifestava nell'abituale serenità. Ma la virtù che più armonizza con la sua statura è la fortezza. Quando la città di Sao Joào del Rei, durante una rivoluzione, stava per essere bombardata, l'arcivescovo in persona si recò sul posto tra il fischiare delle pallottole, riuscendo a compiere un'efficace opera di pacificazione.
La Santa Sede riconobbe i suoi meriti concedendogli i titoli di Conte Romano e Assistente al Soglio Pontificio, e il Governo brasiliano decorandolo con la più alta onorificenza del Paese.