# JARA mons. Marquez Arturo, vescovo
nato a Lontué (Cile) il 26 luglio 1880; prof. a Santiago il 13 genn. 1897; sac. a Sucre (Bolivia) il 1° genn. 1908; el. vesc. il 29 genn. 1926; cons. il 29 giugno 1926; + a Santiago il 10 febbr. 1939.
Orfano di padre all'età di 9 anni, fu accolto da mons. Bagnano per gli studi nel collegio San Giuseppe di Santiago, ove sentì sorgere nel cuore la vocazione salesiana. Vestito l'abito talare a Macul, si plasmò presto allo spirito di lavoro e di sacrificio, e fu tra i primissimi giovani cileni che, sulle orme di don Camillo Ortuzar, applicarono con particolare fervore il sistema educativo di don Bosco fin dagli anni del tirocinio pratico iniziato nelle scuole dello stesso istituto nel 1897. Il suo profondo spirito religioso e la maturità di senno lo designarono quasi subito alla direzione dell'istituto di Iquique (1922-26).
Con le preclare doti di insegnante, rifulsero in lui il talento del governo e la pietà sacerdotale. Non fece quindi meraviglia quando nel 1926, dopo un anno di riposo trascorso in viaggi all'estero per arricchire il suo patrimonio pedagogico, fu nominato Vicario Apostolico di Magellano e delle isole Malvine, come successore del primo vescovo cileno di quella regione, monsignor Abramo Aguilera pure salesiano. Preso possesso del Vicariato, prodigò tutto il suo zelo nell'incremento della vita religiosa: costruì chiese e cappelle nelle zone più remote; si prese a cuore l'organizzazione dell'istruzione pubblica e lo sviluppo dei collegi cattolici; visitò più volte il suo esteso territorio sopportando eroicamente i rigori del clima. A Punta Arenas, a Natales, a Porvenir diede vigoroso impulso alle istituzioni di carattere religioso, patriottico e culturale, all'Azione Cattolica e alle opere di carità e di beneficenza. Autorità politiche e civili l'ebbero collaboratore instancabile e saggio consigliere in tutte le attività sociali a vantaggio del popolo e specialmente delle classi più bisognose. Da buon salesiano, curò con particolare diligenza la buona stampa: diede vita a Magellano alla Libreria editrice cattolica, fondò fogli e periodici e fu uno dei più ardenti sostenitori del giornale *La Union* per cui spese tutto il suo patrimonio familiare. Nei suoi ultimi anni si preoccupò particolarmente della condizione dei poveri indi Alacalufes, e precedendo nel nobile compito le stesse autorità, si adoprò quanto gli fu possibile a migliorare la situazione economica e sociale, come ne fece pubblicamente fede il generale Javier Palacios Hurtado, governatore della regione. Ammalatosi gravemente nel 1938, chiese alla Santa Sede di essere sollevato dalle fatiche del Vicariato. Ritiratosi a Santiago morì pochi mesi dopo.