# MALAN mons. Antonio, vescovo
nato a San Pietro di Cuneo (Italia) il 16 dic. 1862; prof. a Marseille (Francia) il 2 ott. 1885; sac. a Montevideo (Uruguay) il 28 ott. 1889; el. vesc. il 25 maggio 1914; cons. a San Paulo (Brasile) il 26 luglio 1914; + a San Paulo il 28 ott. 1931.
La sua vocazione alla vita religiosa e salesiana fu decisa in un colloquio con don Bosco, contrassegnato da una prodigiosa illustrazione del
Cielo. Allora Antonio Malan, giovane di 20 anni, da Parigi, ove dimorava coi genitori, si era recato in Italia per subire la visita militare ed era entrato nel santuario di Maria Ausiliatrice per assistere alla santa Messa e fare la santa Comunione. Don Bosco che celebrava quella mattina all'altare di San Pietro, vide con grande stupore una fiammella partirsi dall'altare di Maria Ausiliatrice, attraversare il presbiterio e posarsi sul capo del giovane sconosciuto. Mezz'ora dopo, in cortile, Antonio Malan si trovò a colloquio con don Bosco. Che cosa si siano detti a vicenda, ignoriamo: ma a qualche settimana di distanza il giovane Malan entrava nel noviziato di Sainte-Marguerite, presso Marsiglia. Diventato salesiano, lavorò per alcuni anni nelle case di Francia, e nel 1889 partì per le Missioni salesiane del Sud America. Ordinato sacerdote in quello stesso anno da mons. Cagliero, don Malan rimase fino al 1894 in Montevideo, prestando efficace aiuto a mons. Lasagna.
Sul finire di quell'anno, avendo mons. Lasagna iniziato l'ardito progetto dell'evangelizzazione degli Indi del Mato Grosso, scelse per la grande impresa don Malan insieme con don Balzola e don Soari, che perciò si trasferirono a Cuiabá: e quando nel novembre 1895 mons. Lasagna perì nel tragico scontro ferroviario di Juiz de Fora, don Malan, facendo suo il progetto del valoroso missionario, si accinse ad attuarlo. Nella fondazione della Missione fra i Bororos bisogna ricordare l'ardita esplorazione che don Malan fece, in compagnia di don Balzola, nella pericolosa zona da evangelizzare e al viaggio seguente per accompagnare sul luogo fissato i primi missionari, viaggio proseguito fino alle sponde del Rio Araguaya con un percorso di 2500 Km. e durato quattro mesi. Fondate in pochi anni le varie Colonie tra i Bororos, don Malan spiegò grande sollecitudine nel provvederle di tutto il necessario, per invogliare i fieri selvaggi alla vita civile: dovette a tal fine fare numerosi viaggi e percorrere le principali città europee in cerca degli aiuti indispensabili per affrettare il progresso tra le tribù che andava conquistando alla fede.
Grazie allo zelo spiegato dall'infaticabile missionario, i Bororos nel 1914 potevano dirsi sulla buona via di essere cristiani e civili, e la Santa Sede, per premiare la mirabile opera di don Malan e per favorire lo sviluppo della Missione, creava la nuova Prelatura di Registro do Araguaya, costituendone vescovo don Antonio Malan. Dieci anni dopo, nel 1924, egli veniva eletto alla nuova sede di Petrolina, una diocesi da creare di sana pianta. Mons. Malan si accinse con coraggio all'ardua fatica, e in sei anni riuscì a organizzarla, facendovi sorgere una magnifica cattedrale, l'episcopio, il seminario, le scuole normali, l'ospedale, ecc. A 69 anni, con una fibra robusta da far sperare ancora altre imprese, chiuse la sua giornata terrena piena di meriti.