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# RINALDI sac. Filippo, rettor maggiore, servo di Dio

nato a Lu (Alessandria-Italia) il 28 maggio 1856; prof. a San Benigno Can. il 13 agosto 1880; sac. a Ivrea il 23 dic. 1882; el. Rettor Maggiore il 24 aprile 1922; + a Torino il 5 dic. 1931.

A dieci anni entrò nel collegio salesiano di Mirabello e là il 9 luglio 1867, mentre si confessava da don Bosco, vide il Santo trasfigurarsi in volto, tutto illuminato da un'arcana luce. Il fatto si ripeté il 22 novembre 1877 nel collegio di Borgo San Martino, dove Filippo si era recato per salutare don Bosco. Ciò troncò ogni dubbio sulla sua vocazione, che nel frattempo veniva maturando. Il 26 si recò a Sampierdarena, dove don Bosco aveva impiantato *l'Opera di Maria Ausiliatrice,* cioè una sezione speciale di studi per le vocazioni adulte allo stato ecclesiastico. In due anni fece il ginnasio, riuscendo sempre il primo della classe, e nell'ottobre 1879 entrò nel noviziato di San Benigno Canavese. Per la sua maturità e capacità don Bosco gli fece bruciare le tappe degli studi, tanto che fu ordinato sacerdote nel dicembre 1882. L'anno dopo era già direttore della nuova casa dei “Figli di Maria” (così don Bosco volle chiamare gli aspiranti adulti), apertasi in Mathi Torinese. L'istituto fu poi trasportato presso la chiesa di San Giovanni Evangelista a Torino, dove egli rimase per cinque anni, sempre come direttore. Fu quello il tempo in cui godette di più delle confidenze di don Bosco e si formò direttamente alla sua scuola.

Nel 1889 fu inviato in Spagna, direttore della casa di Barcelona-Sarrià. La sua umiltà, la sua profonda umanità e il suo fine intuito psicologico lo fecero trionfare di ogni ostacolo; la sua capacità e il suo spirito di iniziativa lo designarono a essere il primo ispettore delle case salesiane di Spagna e di Portogallo nel 1892. Nei nove anni del suo governo aperse 16 case in Spagna e 3 in Portogallo. Tra le altre sue qualità organizzative dimostrò una capacità amministrativa di prim'ordine, tanto che nel 1901 fu chiamato a coprire la carica di Prefetto Generale della Congregazione. Intraprese allora un lavoro possente, ma nascosto, di organizzazione, a fianco prima del ven. don Rua, poi del suo successore don Albera.

Regolare in tutto, dedicava ogni mattina un paio d'ore al ministero delle confessioni nel santuario di Maria Ausiliatrice: diresse così nella via dello spirito innumerevoli anime col metodo di San Francesco di Sales. Si occupò per molti anni dell'oratorio festivo femminile di Maria Ausiliatrice, compiendo un apostolato fecondo di vocazioni e di bene. Sotto il rettorato di don Albera organizzò efficacemente lo sviluppo e il perfezionamento degli oratori festivi, tanto dei Salesiani quanto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, mediante la fondazione di numerosi Circoli giovanili con ampio programma religioso-sociale. Fra le sue maggiori iniziative si contano la Federazione Internazionale degli Ex-allievi e delle Ex-allieve, il monumento di don Bosco a Torino e un nuovo impulso all'organizzazione dei cooperatori salesiani.

Nel 1922, dopo la morte di don Albera, fu eletto Rettor Maggiore al primo scrutinio. Questa elezione era stata predetta da don Bosco. A don Rinaldi si deve se i Salesiani ottennero da Pio XI l'indulgenza del lavoro santificato, che poi Giovanni XXIII estese a tutti i lavoratori. Sotto il suo rettorato si aprirono numerose case salesiane per la formazione del personale missionario e si accettarono otto nuove Missioni. In quei nove anni partirono per le Missioni 1868 missionari e 613 Figlie di Maria Ausiliatrice. Don Rinaldi inviò pure i primi Salesiani in Cecoslovacchia, Olanda, Svezia, Guatemala, Australia, Marocco. Don Francesia, uno dei primi discepoli di don Bosco, così testimoniava nel settembre 1929: “A don Rinaldi manca solo la voce di don Bosco: tutto il resto l'ha”. Del suo zelo e del suo lavoro incessanti sono pure testimonianza il numero delle case aumentate di oltre 250 e quello dei soci di oltre 4000. Egli ebbe la gioia, nel 1929, di assistere alla beatificazione del suo Maestro, san Giovanni Bosco.

Il Signore, che esalta gli umili, fece conoscere attraverso grazie straordinarie la santità dell'estinto, e il processo diocesano fu aperto a Torino dal card. Fossati nel 1947. Nel 1953 si concluse il processo informativo. Il 19 febbraio 1956 si ebbe il decreto dell'approvazione degli scritti. Ora si attende l'introduzione della causa.

Bibliografìa

E. [Ceria,]{.smallcaps} *Il servo di Dio Sac. Filippo Rinaldi,* Torino, SEI, 1951, pp. 524. — J. M. [Beslay,]{.smallcaps} *Le pere Rinaldi,* Lyon, Vitte, 1959, pp. 238. — L. [Larese-Cella,]{.smallcaps} *Il cuore di D. Rinaldi,* Torino, LICE, 1963, pp. 250. — E. [Valentini,]{.smallcaps} *Don Rinaldi maestro di pedagogia e di spiritualità salesiana,* PAS, 1965, pp. 115.

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