RUA Michele
sacerdote SDB (n. a Torino il 9 giugno 1837 – m. a Torino il 6 aprile 1910), beato. Ordinazione sacerdotale a Caselle il 29 luglio 1860; professione a Torino il 14 maggio 1862; Rettor Maggiore il 31 gennaio 1888. S’incontrò sin da fanciullo con don Bosco, che lo prese a ben volere. Vestì l’abito chiericale ai Becchi di Castelnuovo nell’umile cappella del Rosario il 3 ottobre 1852, e fu il più valido aiuto del grande Educatore fin dai primordi del suo Oratorio. La sera del 26 gennaio 1854 partecipò alla prima riunione che avrebbe dato origine alla Congregazione Salesiana. Il giorno dell’ Annunziata del 1855 emise i voti privati annuali . Studiando teologia e aiutando don Bosco come catechista all’oratorio festivo di San Luigi, si preparava ardentemente al sacerdozio. Accompagnò don Bosco nel suo primo viaggio a Roma, e il 18 dicembre 1859, ancora suddiacono, fu eletto Direttore Spirituale della Congregazione Salesiana appena iniziata. L’anno seguente divenne sacerdote. Nel 1863 ottenne il diploma di professore di ginnasio all’Università di Torino: in quella circostanza l’illustre pedagogista abate Rayneri ne rimase così entusiasmato da tributargli pubbliche lodi. Anche il celebre abate Peyron soleva dire: «Se avessi sei uomini come don Rua, aprirei un’università». Si apriva davanti a lui la più brillante carriera degli studi, ma altri erano i disegni della Provvidenza. Nell’ottobre di quell’anno era già direttore del piccolo seminario di Mirabello, primo istituto aperto da don Bosco fuori Torino, ma due anni dopo, alla morte del primo prefetto don Alasonatti, era di ritorno a Valdocco per sostituirlo. Da quel momento si verificò veramente alla lettera la profezia che don Bosco gli aveva fatto quand’era ancora fanciullo, cioè che avrebbe fatto a metà con lui, ed egli prese su di sé tutta la parte disciplinare e organizzativa. Don Bosco stesso fu meravigliato di una tale cooperazione, tanto da farne quest’elogio: «Se Dio mi avesse detto: “Immagina un giovane adorno di tutte le virtù ed abilità maggiori che tu potresti desiderare, chiedimelo, ed io te lo darò”, io non mi sarei giammai immaginato un don Rua». E un’altra volta: «Se io volessi, dirò così, mettere un dito sopra don Rua, in un punto ove non vedessi in lui la virtù in grado perfetto, non potrei farlo, perché non saprei ove posare il dito». Nel 1884 fu eletto da Leone XIII Vicario di don Bosco e nel 1888 gli succedette nel governo della Società Salesiana. Sotto di lui gli oratori festivi si arricchirono di circoli sociali; le Scuole Professionali, prima ancora che fossero oggetto di provvedimenti di legge da parte dei governi, ebbero programmi didattici teorico-pratici d’una saggezza incontestabile; ai corsi di studi classici, ne aggiunse altri di indirizzo tecnico e commerciale. Alla morte di don Bosco la Società Salesiana contava 64 case, sparse in Europa e in America. Don Rua, nei 22 anni del suo governo, portò da 64 a 341 le varie fondazioni salesiane, moltiplicandole negli Stati in cui già esistevano, ed estendendole nel 1889 alla Svizzera, nel 1890 alla Colombia, nel 1891 al Belgio, all’Algeria, alla Palestina, nel 1892 al Messico, nel 1894 al Portogallo, al Venezuela e al Perù, nel 1895 all’Austria, alla Tunisia e alla Bolivia, nel 1896 all’Egitto, alla Colonia del Capo, al Paraguay e al Nord America, nel 1897 a El Salvador, nel 1898 alle Antille, nel 1903 alla Turchia, nel 1906 alle Indie e alla Cina, nel 1907-08 al Mozambico, alle Repubbliche di Costa Rica, Honduras e Panamà. Sotto il suo rettorato i Salesiani iniziarono pure le Missioni tra i Kivaros in Ecuador e tra i Bororos nel Brasile. Egli fu definito la regola vivente, tanto era esatto nell’adempimento dei suoi doveri. Contrariamente a quanto avvenne in don Bosco, in cui tutto era straordinario, don Rua nascose tutto sotto il manto della regolarità , ma non riuscì a nascondere la santità che traspariva da ogni suo atto. Le sue Lettere Circolari, pubblicate nel 1910, restano un monumento imperituro di fedeltà allo spirito del Fondatore. Mentre da tutte le parti si preparavano i festeggiamenti per la sua Messa d’oro, egli cominciò a declinare sensibilmente e si spense serenamente il 6 aprile 1910. I funerali furono un trionfo e le condoglianze giunsero a Torino da tutte le parti del mondo. Nel 1922 ebbe inizio il processo diocesano di beatificazione. Nel 1936 si incominciò il processo apostolico e il 26 giugno 1953 , col decreto sull’eroicità delle virtù, don Rua fu dichiarato Venerabile. Beatificato il 29 ottobre 1972 da Paolo VI (cf. DBS, p. 246-247).