# ANTOLISEI sac. Raffaele, compositore e maestro di cappella
n. ad Anagni (Frosinone-Italia) il 21 agosto 1872; prof. perp. il 3 ott. 1891; sac. a Roma il 18 marzo 1899; + a Roma il 30 maggio 1950.
Dimostrò fin da fanciullo uno spiccato talento musicale, che coltivò alla scuola del padre, ottimo ed esigente musicista. A 12 anni compose il primo valzer che il padre cestinò senza neppure degnarlo d’uno sguardo. Pochi mesi dopo compose un “Nunc dimittis” e questa volta il severo padre, suo insegnante di armonia, lesse e si compiacque. Fu il battesimo dell’arte. Da allora cominciò la sua carriera di compositore, che non doveva più smettere fino alla morte. Entrò a 13 anni nel seminario di Magliano Sabino, allora affidato ai salesiani, e vi compì tutto il ginnasio. Divenuto salesiano, fu inviato nel 1892 al collegio Manfredini d’Este e vi rimase 4 anni. Nel 1896 compose la celebre barcarola “Sulla laguna” e la prima sua operetta “Leo “, eseguita con grande successo. I superiori, visto il suo talento, lo inviarono a Roma in qualità di organista e maestro di cappella della basilica del Sacro Cuore. Dopo l’ordinazione sacerdotale, incoraggiato dal card. Cagliero e da altri celebri maestri, moltiplicò le sue composizioni e le sue esecuzioni nella basilica. Era tenuto in grande considerazione nell’ambiente musicale romano e il Mascagni ammirava le sue “fughe” improvvisate all’organo. Tenne la rubrica musicale nel “Giornale Arcadico” di Roma. Dal 1907 al 1914 diresse il “Nuovo Frescobaldi “, rivista musicale d’ispirazione polifonica classica, corrispondente in pieno alle direttive del Niotu Proprio di Pio X. La sua produzione musicale comprende 50 Messe, lodi e canti d’occasione; spicca tra esse la Messa della beatificazione di don Bosco (1929, a 8 voci) e quella della canonizzazione (1934, a 6 voci). Le sue composizioni sono contraddistinte da una grande vena melodica, squisita eleganza e una preferenza spiccata per la polifonica classica, ma una gran parte sono rimaste inedite. Alla sua morte, la “Messa da Requiem “, diretta da mons. Virgili, maestro di cappella della basilica lateranense, fu eseguita dai cantori delle basiliche romane, come tributo di venerazione e di stima all’illustre scomparso.
Opere
Leo — Dall’estremo occidente — Balilla (1907) — Cupido in Maschera (1909) — Dalle tenebre al sole (1910) — Un’ora di vacanza (1911) — Antonello da Messina (1915) — Il medico per forza (1917) — La leggenda d’Arlecchino (1922).
Composizioni varie, sacre e profane, mottetti, laudi popolari, madrigali, inni d’occasione, ecc., pubblicati presso la Editrice Salesiana di Roma (come la barcarola Sulla laguna, a 4 v.d.; l’Ave Maria della sera, a 2 v.d.; Il labaro di Don Bosco, inno corale, ecc.), presso la SEI di Torino (come la Messa di S. Giusto, a 2 voci bianche), nella rivista “Voci bianche” {Primavera villereccia per onomastico, a 4 v.d., 1949, n. 2; Addio montagne, a 4 v.d., 1949, n. 5; Addio dei pastori alla' montagna, a 4 v.d., 1953) e nella rivista “Armonia di voci” di Torino. Tra gli inni d’occasione ricordiamo quello della Gioventù Cattolica Italiana.
Bibliografia
Bollettino Salesiano, agosto 1950, p. 310; Voci bianche, sett. 1950, n. 5, p. 21.