bertello_sac._giuseppe_consigliere_ed_economo_generale

# BERTELLO sac. Giuseppe, consigliere ed economo generale

nato a Costigliele (Torino-Italia) il 20 aprile 1848; prof. perp. a Trofarello il 25 sett. 1868; sac. a Torino il 23 sett. 1871; fi a Torino il 20 nov. 1910.

Don Bosco definì don Bertello: “una massa d'oro coperta con un po' di scoria”. Ancora fanciullo si trovò dinanzi al cadavere insanguinato del padre, vittima di un feroce sicario, e questo gli produsse un trauma profondo, che gli turbò l'immaginazione e per il quale un'ombra di mestizia sembrò poi sempre che gli velasse il volto. Entrò nell'Oratorio di Torino il 5 agosto 1862, e vestì l'abito chiericale il 28 ottobre 1865 per mano del suo parroco, fratello del teol. Borel. Fece la professione perpetua nelle mani di don Bosco. Studiò filosofia e teologia nel seminario di Torino, dando prova di un acume filosofico non comune. Nelle lezioni prendeva parte così attiva, che a volte metteva in imbarazzo i professori, onde venne pregato di non più muovere obiezioni; ma aveva campo di rivalersi nelle pubbliche dispute, in cui sempre riusciva *facile princeps.* Nel 1873 si laureò in teologia all'Università di Torino e in quello stesso anno il 27 novembre fu nominato membro dell'Accademia dell'Arcadia. Nel 1879 si laureò pure in lettere e filosofia, e difese sull'*Unità Cattolica* le scuole dell'Oratorio contro un articolo del provveditore agli studi cav. Rho. Dal 1873 al 1880 fu direttore degli studi all'Oratorio, insegnando in pari tempo la teologia ai chierici, e in tale occasione ottenne da don Bosco le preziose norme didattiche per applicare il sistema preventivo. L'8 ottobre 1880 fu fatto membro dell'Accademia Romana di San Tommaso, istituita il 23 luglio 1874 con l'approvazione di Pio IX. Anche per questo tenne sempre testa a mons. Ferré, vescovo di Casale, che quantunque amantissimo di don Bosco, da rosminiano convinto, approfittava di ogni occasione per disputare a favore di Rosmini.

Fu per un anno professore di filosofia ad Alassio e poi per 13 anni (1881-1894) direttore di Borgo San Martino. Dal 1894 al 1898 fu ispettore in Sicilia, e nel Capitolo Generale Vili fu eletto Consigliere Professionale Generale.

Sotto la sua guida le scuole professionali ebbero un nuovo impulso. Egli si può considerare come il fondatore delle “Mostre professionali”. Alla seconda del 1904 parteciparono 39 case espositrici, di cui 17 italiane, 5 europee, 3 dell'Asia e 11 Americane. Alla terza del 1910 che si estese anche al settore agricolo, parteciparono 55 case con un numero complessivo di 203 scuole. Uomini della politica, della scienza e dell'industria, istituti, scuole e comitive di operai, si interessarono grandissimamente a tali manifestazioni. Nel 1906 fu visitatore straordinario delle case dell'ispettoria Austriaca, e visitò anche la casa di Gorizia, che apparteneva allora all'ispettoria Veneta. Nel 1909 gli fu aggiunto anche l'economato generale della Società Salesiana.

Uomo di forte ingegno, di non comune energia, ebbe come caratteristica la schiettezza. Chiaro nelle idee, franco nella parola, non velò mai il suo pensiero, ma agì sempre con responsabilità di superiore.

Bibliografia

*Bollettino Salesiano* 1910, pp. 367-368. — A. [Carmagnola,]{.smallcaps} *Don Giuseppe Bertello,* Elogio funebre, Torino, SAID “Buona Stampa ”, 1911, pp. 35. — E. [Ceria,]{.smallcaps} *Profili dei Capitolari Salesiani,* Colle Don Bosco, LDC, 1951, pp. 221-231.

bertello_sac._giuseppe_consigliere_ed_economo_generale.txt · Ultima modifica: 2024/02/06 17:07 da 127.0.0.1