# BIANCHI sac. Eugenio
nato a Patrignano (Forlì-Italia) il 26 marzo 1853; prof. a San Benigno Can. il 3 ott. 1881; sac. a Rimini il 17 marzo 1877; + a Beitgemal l'11 genn. 1931.
Nel 1880, cappellano di una chiesa di Rimini, si decise a visitare le principali città d'Italia, cominciando da Torino per il grande desiderio di vedere don Bosco, ma qui giunto, dopo aver parlato col Santo, abbandonò l'idea del viaggio e risolse di restare con lui. Fatta la professione, ebbe quasi subito l'incarico di coadiuvare don Giulio Barberis nella formazione dei giovani ascritti; poi nel 1886 fu eletto maestro dei novizi a Foglizzo, donde dopo un decennio passò a Ivrea come direttore (1909-11). Nel 1912 salpava per la Palestina: avrebbe dovuto fermarsi per alcuni mesi a Beitgemal, ma, per disposizione della Provvidenza, vi rimase fino alla morte. La sua permanenza fu per tanti aspetti opportuna e preziosa. Egli avviò la scuola agricola di Beitgemal (1914-19) a felici risultati, che furono generalmente riconosciuti e apprezzati dallo stesso Governo inglese che volle conferire alla scuola la Croce dell'Ordine di San Gregorio. Poi venne la guerra mondiale, durante la quale don Bianchi fu il padre affettuoso di tutti i salesiani concentrati a Beitgemal. Rimessosi dopo la bufera con rinnovato ardore al lavoro, aveva la gioia di veder coronata con felice successo la fatica degli scavi e ricerche che identificavano l'antica Gafargàmala in Beitgemal e scoprivano il sepolcro di santo Stefano.
Don Bianchi si adoperò allora con zelo instancabile all'organizzazione della Pia Opera del Perdono Cristiano e alla costruzione del tempio presso la tomba del Santo; egli poté vederne compiuta la prima parte, il Martyrium, dove oggi riposa la sua salma benedetta.