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# CAVIGLIA sac. Alberto, scrittore

nato a Torino (Italia) il 19 genn. 1868; prof. perp. a San Benigno Can. il 4 ott. 1885; sac. a Torino il 17 dic. 1892; + a Bagnolo Piemonte il 3 nov. 1943.

Entrò all'Oratorio di Valdocco il 26 ottobre 1881. Ricordava spesso, predicando gli esercizi, di essersi confessato per tre anni da don Bosco (fece infatti il ginnasio in tre anni: 1881-84) e come don Bosco fosse buono ma esigente nelle confessioni. Il M° Dogliani ricordava negli ultimi anni che dopo il 1884 non aveva mai più avuto una voce da solista soprano come quella del Caviglia ragazzo. Don Bosco avviandolo agli studi gli aveva predetto i futuri successi con queste parole: “Caviglia, Caviglia, farà meraviglia”. Conseguì infatti liceale. Campi del suo apostolato furono Torino-Oratorio, Lanzo, Este, Parma, Borgo San Martino, Bronte e infine in modo stabile San Giovanni Evangelista in Torino. Ingegno versatile e vivacissimo, lasciò una impronta originale in ogni sua attività, soprattutto in campo storico, artistico e letterario.

Solo nel 1905 può cominciare gli studi universitari. Ma studente di università, in età più matura del consueto, ha la non comune sorpresa di sentirsi citato dal professore, che, ignorando la presenza di un tanto alunno, si profonde in lodi sul trattato di prosodia e metrica latina, allora uscito in seconda edizione. Il suo studio su Claudio di Seyssel è lodato dal Ministro della Pubblica Istruzione, il sen. Pietro Fedele, suo antico professore nell'Università di Torino, ed è salutato come opera definitiva sull'argomento da riviste italiane e straniere. Gli invidiabili talenti sortiti da natura, culminanti in una meravigliosa versatilità e in una costanza infaticabile, gli consentono di conciliare il serio approfondimento di svariati problemi storici con lo studio appassionato dell'archeologia cristiana e dell'arte sacra, mentre per altro non scompaiono dal suo tavolo i diletti libri di letteratura italiana, latina e greca, e continua la sua scuola regolare nel ginnasio inferiore. Solo quando l'Istituto Internazionale Don Bosco (poi Pontificio Ateneo Salesiano), il Seminario Metropolitano e l'Accademia Albertina se lo disputeranno professore ascoltatissimo e amatissimo, abbandonerà l'umile scuola del ginnasio. Frattanto don Caviglia presenta alla Deputazione di Storia Patria la sua geniale memoria su Emanuele Filiberto, e ne riceve in ricambio l'elezione a membro effettivo.

Proprio quando i tesori di scienza acquisita avrebbero potuto assicurargli nuovi onori e maturare in opere della cui portata più che indizio sono sicura garanzia gli studi parziali e le conferenze tenute a Roma (Studi Romani, Dante Alighieri, ecc.), Torino, Bologna, Salisburgo, ecc., due amori, che pur sempre avevano dominato la sua attività di studioso, ne sequestrano ormai il luminoso ingegno: don Bosco e la teologia ascetica e mistica, la seconda per un più completo e sicuro studio del primo. Aveva pubblicato nel 1920 il suo *Profilo storico* su don Bosco, ma nel 1928 gli fu affidato ufficialmente l'incarico di fare un'edizione degli scritti editi e inediti di don Bosco. Si mise al lavoro con energia e tenacia e c'è solo da lamentare che tale compito gli sia stato affidato troppo tardi. Gli otto volumi usciti (due dei quali postumi) degli *Scritti editi e inediti di Don Bosco,* sono una chiara testimonianza della sua capacità di studioso e dell'amore grandissimo che egli portava a don Bosco.

Ma questo amore egli lo dimostrò anche nella predicazione degli esercizi spirituali, che, da un certo momento in poi, furono esclusivamente salesiani sia nella forma che nel contenuto. I quindici anni passati a tavolino, a contatto giornaliero col pensiero del Padre, avevano totalmente pervaso la sua anima, che ormai non sapeva più parlare che di lui. Molti che non lo conobbero in profondità rimanevano meravigliati di questo suo dire, ma la spiegazione la si aveva in quella frase corrente fra gli amici: don Caviglia non è quel che sembra, e non sembra quel che è. Il suo nome rimane dunque legato ai suoi studi su don Bosco, anche se nella sua attività multiforme e poliedrica, una parte egli la dedicò alla storia, alla letteratura e alla, divulgazione della conoscenza della Sindone. Morì a Bagnolo Piemonte, nella sede di sfollamento del Pontificio Ateneo Salesiano, mentre stava ormai terminando un corso accelerato di archeologia cristiana. I suoi numerosi manoscritti sono parte nell'archivio centrale della Congregazione Salesiana e parte nell'archivio del Pontificio Ateneo Salesiano.

Opere

*— Leonis Papae XIII ex actis excerpta,* Parma, Fiaccadori, 1897, pp. xvi-276.

*— Appunti di prosodia e metrica latina,* Parma, Fiaccadori, 1906, pp. 120.

*— Un piccolo santo: Giovanni Maraschi, alunno salesiano,* Torino, SEI, 1919, pp. 213.

*— Don Bosco: profilo storico,* Torino, SEI, 1920, pp. 153.

— Nel volume *Emanuele Filiberto,* a cura del comitato del IV centenario di E. Filiberto, Torino, Lattes, 1928, apparvero due studi di don Caviglia:

a\) *La prima giovinezza di Emanuele Filiberto;*

b\) *Profilo religioso di E. Filiberto e la SS. Sindone.*

*— Claudio di Seyssel (1450-1520): La vita nella storia dei suoi tempi,* Torino, Bocca, 1928, pp. xx-656. Opera pubblicata in “Miscellanea di Storia Italiana ”, Vol. LIV, a cura della P. Deputazione di Storia Patria.

*— Opere e scritti inediti di Don Bosco,* nuovamente pubblicati e riveduti secondo le edizioni originali e manoscritti superstiti a cura della Pia Società Salesiana :

Vol. I, Parte I, *Storia Sacra,* Torino, SEI, 1929, pp. [li-423;]{.smallcaps}

Vol. I, Parte II, *Storia Ecclesiastica,* Torino, SEI, 1929, pp. xxiv-571;

Vol. II, Parte I, *Le vite dei Papi* (Serie prima: da S. Pietro a S. Zeffirino), Torino, SEI, 1932, pp. [xlii-444;]{.smallcaps}

Vol. II, Parte II, *Le vite dei Papi* (Serie seconda: da S. Callisto alla pace della Chiesa), Torino, SEI, 1932, pp. xn-590;

Vol. III, *La Storia d'Italia,* Torino, SEI, 1935, pp. cxn-644;

Vol. IV, *La vita di Savio Domenico e “Savio Domenico e Don Bosco ”,* studio di Alberto Caviglia, Torino, SEI, 1943, pp. [xliii-92-610;]{.smallcaps}

Vol. V, Parte I, *Il primo libro di Don Bosco;* Parte II, *Il “Magone Michele* ”, Torino, SEI, 1965, PP. 252;

Vol. VI, *La vita di Besucco Francesco,* Torino, SEI, 1965, pp. 265.

*— L'eredità spirituale di suor Maria Mazzarello,* Torino, Istituto FMA, 1932, pp. 24.

*— La concezione missionaria di Don Bosco e le attuazioni salesiane,* Roma, Unione Missionaria del Clero in Italia, 1932, pp. 28.

*— Don Bosco,* Torino, Berruti, 1934, pp. 79.

*— La pedagogia di Don Bosco,* Roma, An. Tip. Editr. Laziale, 1935, pp. 34.

*— Le missioni italiane nel Sud-America,* Milano, Vita e Pensiero, 1936, pp. 27.

*— Beata Maria Mazzarello,* Torino, SEI, 1938, pp. 31.

*— Il S. Vangelo di Nostro Signor Gesù Cristo, gli Atti degli Apostoli e l'Apocalisse,* Torino, SEI, 1941, pp. 508.

— *Savio Domenico. Il piccolo, anzi grande gigante dello spirito.* Commemorazione centenaria della nascita, Colle Don Bosco, 1942, pp. 70.

— In *Don Bosco e il '48,* Biblioteca del “Salesianum” n. 2, Torino, SEI, 1948, apparvero due scritti di don Caviglia:

a\) *La romanità di Don Bosco* (pp. 25-36);

b\) *Don Bosco e i bisogni sociali dell'epoca* (PP. 37-43).

*— Conferenze sullo spirito salesiano.* Lithographice. Torino, PAS, 1949, pp. 125.

— *S. Domenico Savio nel ricordo dei contemporanei,* Torino, LDC, 1957, pp. xxm-181.

— Articoli vari in *Salesianum.*

Bibliografia

*Bollettino Salesiano,* nov.-dic. 1943, p. 182. — *Salesianum,* Torino, SEI, 1944, pp. 5-6. — E. [Valentini,]{.smallcaps} *D. Eusebio M. Vismara, Salesiano,* Torino, SEI, 1955 (vedi pp. 243-247).

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