# EMANUEL mons. Federico, vescovo
nato a Pussolino di Gassino (Torino-Italia) il 6 sett. 1872; prof. perp. a Torino il 3 febbr. 1890; sac. a Torino l’8 giugno 1895; el. vesc. il 18 aprile 1929; cons. il 19 maggio 1925; tr. a Castellammare di Stabia il 12 nov. 1937; rinunzia alla sede il 17 aprile 1952; + a Genova il 1° genn. 1962.
Una vita eccezionale per durata, varietà e ricchezza di opere: 73 anni di vita salesiana, 66 di sacerdozio e 33 di episcopato. Mons. Emanuel era uno dei testimoni ancora viventi della santità di don Bosco. Visse infatti nell’Oratorio di Valdocco, frequentandovi le scuole ginnasiali, dal 1884 al 1888, anno della morte del Santo. A 12 anni era rimasto orfano, ma la Provvidenza lo faceva incontrare col “Padre degli orfani “, dal quale non si sarebbe mai più separato. I campi più gloriosi del suo apostolato furono Caserta, ove fu direttore dal 1906 al 1921, rendendola una casa fiorente di multiforme attività; Bari (1922-25), ch’egli riuscì ad aprire, superando gravissime difficoltà, dopo il triste periodo della prima guerra mondiale; poi Borgo San Martino (1925-29). Qui lo raggiunse la nomina di vescovo e don Rinaldi, nel comunicare la notizia ai Salesiani, lo definì il “vescovo della beatificazione“. Dopo otto anni di preziosa esperienza pastorale al fianco del card. Sbarretti, vescovo suburbicario di Sabina e Poggio Mirteto, nel 1937 il Papa lo promoveva alla sede di Castellammare di Stabia. Qui fondò l’oratorio salesiano che fu fiorentissimo, costruì il seminario della diocesi, instaurandovi il clima di famiglia così caro a don Bosco; soprattutto fu il “vescovo dei lavoratori “, per i quali dopo la seconda guerra mondiale si batté con tatto e coraggio sul terreno della giustizia sociale. Al compiersi degli 80 anni mons. Emanuel si ritirò a Genova, lasciando a “energie più giovani” la responsabilità della diocesi, nel cui governo aveva dimostrato la saggezza dell’azione e la sapienza del consiglio.