giraudi_sac._fedele_economo_generale

# GIRAUDI sac. Fedele, economo generale

nato a Casalrosso (Vercelli-Italia) l'11 nov. 1875; prof. a Torino il 2 ott. 1892; sac. a Milano l'11 aprile 1903; + a Torino il 6 aprile 1964.

All'età di 12 anni era entrato nell'Oratorio di Valdocco, dove aveva conosciuto don Bosco e pochi mesi dopo aveva condiviso con la famiglia dell'Oratorio il dolore della morte del Padre. Nel 1890 ricevette l'abito religioso dal ven. don Rua, e nel 1903 un altro grande servo di Dio, il card. Andrea Ferrari, arcivescovo di Milano, lo ordinò sacerdote. La sua ascesa fu rapida. Dal 1907 al 1919 tenne la direzione delle case di Intra e di Verona. Nel 1919 venne eletto ispettore delle opere salesiane della Lombardia e del Veneto. Dopo soli cinque anni, nel 1924, il servo di Dio don Filippo Rinaldi lo chiamava a Torino come Economo Generale. L'opera di don Giraudi come amministratore e costruttore riempie il governo di tre Rettori Maggiori e domina quasi mezzo secolo di storia salesiana. Basterebbe ricordare l'ampliamento della basilica di Maria Ausiliatrice, la moderna sistemazione della cittadella salesiana di Valdocco, la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice e il tempio di San Giovanni Bosco in Roma, il tempio di Don Bosco sul colle natio (in costruzione), i restauri e l'abbellimento della chiesa di San Francesco di Sales, la scuola agraria di Cumiana, il “Rebaudengo” e l'“ Agnelli” di Torino, le imponenti opere salesiane romane dell'istituto Pio XI al Tuscolano, dell'istituto Teresa Gerini a Ponte Mammolo, dell'istituto Don Bosco a Cinecittà e la grandiosa costruzione del Pontificio Ateneo Salesiano.

Don Giraudi ebbe per don Bosco l'amore che caratterizza i primi grandi salesiani. La sua gloria più bella fu l'essere stato economo generale negli anni della beatificazione e canonizzazione del Fondatore e di aver preso parte attiva all'organizzazione del trionfale ritorno di don Bosco alla sua basilica nel 1929 e del non meno trionfale corteo della canonizzazione nel 1934. La stima che aveva della grandezza del Padre gli faceva desiderare che per don Bosco tutto fosse grande e degno della sua figura gigantesca. Così volle che il suo altare nella basilica di Maria Ausiliatrice fosse non solo grande, ma monumentale; che il tempio di San Giovanni Bosco in Roma fosse non solo artistico e moderno, ma anche imponente e maestoso; e così sognò il tempio sul Colle Don Bosco di una grandiosità tale da dominare tutta la regione e da creare un impressionante contrasto con l'umilissima casetta natia. Altro frutto di questo suo filiale amore fu la cura assidua, quasi gelosa, della Casa Madre, sia per la conservazione della parte più sacra dell'Oratorio, sia per il rinnovamento degli altri edifici, che in 40 anni furono in parte rifatti. Ma l'oggetto più caro delle sollecitudini fu la basilica di Maria Ausiliatrice che egli, attuando con ardimentosa fiducia un'idea che fu già di don Rinaldi e seguendo le direttive di don Ricaldone, ingrandì, abbellì, rese splendida di marmi e di ori.

Don Giraudi aveva un aspetto sostenuto, quasi severo; la voce autoritaria, il comando deciso. Ma era il classico burbero benefico. Don Giraudi fu fedele, non solo di nome ma di fatto e sempre, agli insegnamenti lasciati da don Bosco ai Salesiani. Si spense a quasi 90 anni nella sua diletta Valdocco, dopo aver visto il mirabile sviluppo della Congregazione: nei 40 anni del suo economato, le opere salesiane da 491 si erano quasi triplicate.

Opere

*— L\'Oratorio di Don Bosco,* Torino, SEI, 1935, pp. 356.

*— Il Santuario di Maria SS. Ausiliatrice,* Torino, SEI, 1948, pp. 272.

*— Manuale di amministrazione,* Torino, Tip. Salesiana, 1960, pp. 202.

giraudi_sac._fedele_economo_generale.txt · Ultima modifica: 2024/02/06 17:07 da 127.0.0.1