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# TAVELLA tnons. Roberto Giuseppe, vescovo

nato a Concordia (Argentina) il 26 febbr. 1893; prof. a Bernal il 14 febbr. 1910; sac. a Buenos Aires il 25 maggio 1918; el. il 13 sett. 1934; cons. il 7 febbr. 1935; + a Salta il 21 maggio 1963.

I suoi genitori erano immigrati genovesi. Decimo figlio di un focolare cristianissimo, rimase orfano in tenera età, ma gli aprì le braccia un altro Padre, don Bosco, che lo aiutò a salire le vette della virtù, della scienza e dell'autorità. Dal collegio San Giovanni Evangelista di Buenos Aires al noviziato di Bernal, alle case salesiane dove raccolse i primi frutti del suo apostolato, agli studi teologici che lo portarono alla meta del sacerdozio, Roberto Tavella si rivelò uomo di talento e di virtù. Nei primi anni del sacerdozio ebbe modo di esplicare le sue qualità non solo come educatore e scrittore, ma anche come sapiente plasmatore di anime. Perciò nel 1927 fu eletto direttore a Buenos Aires (1927-29) e poi del collegio di San Nicolás de los Arroyos (1929-31). Nel 1931 fu trasferito alla direzione del collegio Santa Caterina in Buenos Aires (1931-34) dove iniziò la pubblicazione periodica della “Biblioteca della Dottrina Cattolica” con temi culturali, storici, apologetici e dottrinali.

Fondò pure la “Biblioteca Ascetica ”, divulgando le opere dei migliori maestri in materia. Le sue eminenti doti di sacerdote, di educatore e di apostolo della stampa indussero Pio XI a eleggerlo arcivescovo di Salta. Fu consacrato nella cattedrale di Buenos Aires dal Nunzio Apostolico mons. Filippo Cortesi. La nuova missione apriva orizzonti più vasti alle sue capacità di organizzatore e di pastore, come al suo dinamismo, alimentato da uno zelo profondamente sacerdotale. Assumendo il governo della diocesi, sua prima preoccupazione fu di dare incremento alla fede. E poiché la fede nasce dalla conoscenza delle verità divine, mons. Tavella divenne catechista egli stesso e apostolo del catechismo: ne promosse l'insegnamento alla gioventù e in tutti gli strati sociali e adottò i sussidi e le forme più moderne e più aderenti alla mentalità e alle esigenze del tempo. Anche all'Azione Cattolica diede un forte impulso ottenendo che in ogni parrocchia fosse operante. Nel 1936 l'episcopato argentino lo elesse suo rappresentante al Congresso Eucaristico Nazionale di Lima nel Perù.

Contemporaneamente alle attività dell'apostolo, mons. Tavella continuava quelle dello studioso. Convinto del forte influsso che esercita un testo di storia nelle scuole, aveva scritto *La storia della Patria;* il suo amore alle Missioni diede due altre opere: *Le Missioni Salesiane della Pampa* e *Dati biografici di mons. Giacomo Costamagna.* Nel 1937 si circondò di studiosi qualificati e diede vita all'“ Istituto di Studi storici di Salta”. Persuaso che oggi mezzo indispensabile per diffondere lo spirito cristiano nelle masse è la stampa cattolica, non esitò a fondare il quotidiano *El Pueblo.* Il suo zelo si irradiò inoltre in molte altre opere religiose, sociali, culturali e ricreative. Ma la creazione che ebbe le sue maggiori cure fu l'“ Istituto di Lettere ”, che doveva preludere alla realizzazione di un suo grande sogno, che lasciò bene avviata: l'Università Cattolica di Salta. Assistette anche alle prime sessioni del Concilio Vaticano II (1962), ben lontano dal pensare che non sarebbe più tornato a continuarlo, e che pochi giorni dopo di lui sarebbe salito al premio anche il grande e indimenticabile Papa del Vaticano II, Giovanni XXIII.

Opere

*— Las Misiones Salesianas de la Rampa,* Buenos Aires, Tali. J. Rosso, 1924, pp. 254.

*— Ill.mo Mons. Santiago Costamagna* (Memórias biográficas), Buenos Aires, Col. Leon XIII, 1925, pp. 534.

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