# DEL CURTO sac. Albino, missionario
nato a Mese (Sondrio-Italia) il 1° marzo 1875; prof. a Foglizzo il 2 ott. 1892; sac. a Milano il 6 aprile 1901; + a Guayaquil (Ecuador) il 30 maggio 1954.
A 12 anni entrò nell'Oratorio di Torino-Valdocco, mentre era ancor vivo don Bosco. Alla fine del ginnasio chiese e ottenne di essere ammesso alla Congregazione Salesiana; un anno dopo coronò il noviziato a Foglizzo con i voti perpetui. Nel 1903 don Michele Rua, primo successore di don Bosco, gli chiese se voleva partire per l'Ecuador. “Signor don Rua, — rispose don Albino — non le sembra uno spreco inutile? Mi piacerebbe molto, ma proprio in questi giorni ho avuto ripetuti sbocchi di sangue!”. “Non preoccuparti, andrai e potrai lavorare con molto successo!”. Infatti in Ecuador egli lavorò per oltre 50 anni, lasciando una traccia indelebile. La sua figura gigantesca, quasi leggendaria, aleggia ancora nel Vicariato Apostolico di Méndez e Gualaquiza.
Primo campo di apostolato di don Albino fu il noviziato di Atocha, poi i collegi di Riobamba e di Gualaquiza. Il primo contatto con le Missioni lo ebbe a Gualaquiza nel 1909. Da allora non lasciò più l'Oriente equatoriano, la missione dei Kivari. Nel 1914 mons. Giacomo Costamagna, primo Vicario Apostolico, lo mandò a fondare la missione di Méndez. “Don Albino, — gli disse —io sono Vicario Apostolico di Méndez e Gualaquiza, ma non so ancora dove si trovi Méndez. Va' tu a fondarla!”. Il 5 dicembre don Albino Del Curto partiva da Indanza e dopo quindici giorni di inaudite fatiche, aprendosi il cammino a colpi di *macete,* arrivava alla riva sinistra del vorticoso fiume Paute o Namangosa, dove un tempo sorgeva l'antica Logroño, distrutta dai Kivari di Quisubba nel 1599, e vi fondò Méndez. Mancava però ogni via di comunicazione con gli altri centri abitati; si mise quindi a studiare la possibilità di aprire una mulattiera Pan-Méndez. Gli ostacoli da superare, per aprire una strada di 72 chilometri, erano senza numero: bisognava valicare la cordigliera a 4000 metri, far saltare rocce, gettare ponti su una decina di fiumi, abbattere la millenaria foresta tropicale\… Don Albino non si spaventò. Il 15 luglio 1917, a capo di una quarantina di uomini, diede il primo colpo di piccone per la titanica impresa, che doveva occuparlo per una decina di anni, fino a raggiungere la meta invano sognata in altri tempi dai conquistatori: aprire una via dal Pacifico alle Amazzoni.
L'opera costò sacrifici senza numero, ma fu coronata da successo. Mentre attendeva a questa opera, che avrebbe portato la civiltà e il benessere all'Oriente equatoriano, egli si dedicava pure con instancabile zelo a evangelizzare i Kivari e i coloni. Fu perciò catechista, medico, avvocato, giudice, padre e maestro. Città e paesi, e lo stesso Governo nazionale, lo onorarono con le massime decorazioni; gli furono dedicate vie, piazze e un paese: Albinia. A El Pan, dove inizia la mulattiera Pan-Méndez, gli fu eretto un artistico monumento. Dal grande piedistallo don Albino Del Curto continua a guardare con il suo sguardo vivo e intelligente le rotte che conducono all'Oriente da lui esplorato, colonizzato, evangelizzato.