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# BALZOLA sac. Giovanni, missionario

nato a Villa Miroglio (Alessandria-Italia) il 1° febbr. 1860; prof. il 2 ott. 1888; sac. a Faenza il 17 dic. 1892; + a Barcelos (Brasile) il 17 agosto 1927.

Incominciò gli studi per avviarsi allo stato ecclesiastico a 24 anni, quando il 28 novembre 1884 entrò nella casa San Giovanni Evangelista in Torino, dove era direttore il servo di Dio don Filippo Rinaldi e prefetto don Michele Unia, il futuro apostolo dei lebbrosi. Ivi rimase tre anni, studiando e facendo da domestico a mons. Basilio Leto, che dimorava colà dopo aver rinunciato alla diocesi di Biella. La prima funzione solenne a cui assistette nel santuario di Maria Ausiliatrice, fu quella della consacrazione episcopale di mons. Cagliero. Ricevette l'abito chiericale a Foglizzo dalle mani di don Bosco il 20 ottobre 1887, fece la professione perpetua a Valsalice e ivi in quell'anno 1888-89 ebbe come professore il ven. don Andrea Beltrami. Ordinato sacerdote, spinto dall'ideale missionario fece domanda al ven. don Rua e partì l'anno seguente per l'America in qualità di segretario del nuovo vescovo mons. Lasagna. Questi nel 1894 si mise a trattare con le autorità del Mato Grosso il passaggio della colonia Teresa Cristina sotto la direzione dei salesiani e il 20 maggio 1895 don Balzola, incaricato di quell'impresa, partì per quella colonia. Nel 1902 iniziò la missione fra i Bororos, che all'inizio lo avrebbero certamente ucciso, se non lo avesse salvato la Vergine Ausiliatrice, con una celeste visione al loro capo. I Bororos si presentarono alla colonia Sacro Cuore nell'aprile 1903 in numero di 130. Don Balzola seppe con la mansuetudine, la pazienza e il sacrifìcio trasformare i feroci Bororos in cristiani pacifici. Nel 1906 fondò la colonia San Giuseppe sul Rio Sangradouro, e nel 1909-10 eseguì, per ordine del Governo federale, il censimento di tutta la tribù, visitando uno per uno tutti i villaggi situati sul fiume San Lorenzo.

Alla fine del 1914 dovette abbandonare il Mato Grosso per andare al Rio Negro a prendere visione della nuova Prefettura Apostolica che la Santa Sede intendeva affidare alla Congregazione Salesiana. In sette mesi egli percorse il nuovo campo apostolico risalendo il Rio Negro e i suoi affluenti e visitando tutti i centri degli indigeni. Restò nella nuova missione per 12 anni fondando le varie residenze di San Gabriel (1916), di Taracuà (1923), di Barcelos (1924) e compiendo continue escursioni fino ai confini del Venezuela e della Colombia. Dal 1895 al 1927 si può dire che non manchi annata del *Bollettino Salesiano* che non rechi lettere da lui scritte ai superiori, inviando notizie delle sue escursioni e rendendo conto della sua attività. Il giornale ufficiale dello Stato dell'Amazzonia, nel dare la notizia della sua morte il 23 agosto, scriveva: “I lavori di entomologia, iniziati dal prof. Zikan, sono l'indizio migliore dell'opera compiuta da questo missionario; opera che l'esploratore doti. Hamilton Rice di New York chiamò grandiosa ”.

È certamente da annoverarsi fra le più grandi figure di missionari salesiani, che hanno onorato la Chiesa e hanno gettato le basi della civiltà nelle vaste foreste amazzoniche. Sua gloria fu la conversione e la civilizzazione dei Bororos, come pure il contributo dato all'evangelizzazione dei Tucanos. Tempra di lavoratore instancabile, semplice e buono, seppe guadagnarsi il cuore dei figli della selva e compiere imprese che oggi paiono leggendarie, ma appartengono alla storia degli eroi della Fede.

Bibliografia

A. [Colbacchini,]{.smallcaps} *I Bororos Orientali “Orarimugudoge” del Mato Grosso (Brasile),* Torino, SEI, 1924, pp. xn-251. — *Bollettino Salesiano,* nov. 1927, pp. 325-328. — D. *Balzola fra gli indi del Brasile, Mato Grosso.* Note autobiografiche e testimonianze raccolte da A. [Cojazzi,]{.smallcaps} Torino, SEI, 1932, pp. 324.

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