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# VERONESI sac. Mosè, ispettore

nato a Bovisio (Milano-Italia) il 27 aprile 1851; prof. a Lanzo il 30 genn. 1876; sac. a Torino il 10 giugno 1876; + a Verona il 3 febbr. 1930.

Allievo del collegio di Lanzo, conobbe don Bosco nel 1868, anno della consacrazione del santuario di Maria Ausiliatrice in Torino. Il Santo gli disse: “Tu vivrai fino a tarda età, se sarai buono”. Nel 1871 conseguì l'abilitazione all'insegnamento elementare presso la R. Scuola di Novara. All'Oratorio vestì l'abito chiericale per le mani di don Bosco e poi attese agli studi di filosofia e teologia. Nel 1873 cadde in una grave malattia, a giudizio dei medici, mortale. Don Bosco si trovava a Roma e don Rua gli telegrafò. Il Santo rispose: “Benedico il chierico Veronesi, ma non gli mando il passaporto”. Quando fu sacerdote, don Bosco lo nominò catechista degli allievi dell'Oratorio: don Veronesi vi lavorò con tale zelo e successo che don Bosco soleva chiamarlo “il suo cuore e il suo braccio”. Per la sua opera illuminata in mezzo ai giovani, fiorirono molte vocazioni per la Società e per le diocesi. Nel 1882 don Bosco Io mandò ad aprire la casa di Mogliano Veneto (1882-95). Nell'anno 1895 fu nominato ispettore delle case salesiane del Veneto (18951907) e successivamente dell'ispettoria Lombarda (1908-10), profondendo nell'alto ufficio tesori di consiglio ed esperienza di prudente e generoso padre. Passò quindi direttore all'Oratorio di Valdocco (1910-17) e poi di nuovo a Mogliano (1917-26). Attaccamento a don Bosco, osservanza delle Costituzioni, affetto tenerissimo verso la Madonna, cuore aperto alle più delicate attenzioni dell'affetto paterno, furono le caratteristiche di don Veronesi.

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