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# VESPIGNANI sac. Ernesto, architetto

nato a Lugo (Ravenna-Italia) l'8 sett. 1861; prof. a Lanzo il 13 sett. 1878; sac. a Torino nel dic. 1888; + a Buenos Aires il 4 febbr. 1925.

Nacque a Lugo da una famiglia che diede alla Chiesa quattro sacerdoti salesiani e tre suore (una carmelitana e due Figlie di Maria Ausiliatrice). Nel 1875 suo fratello maggiore don Giuseppe lo condusse con sé nel collegio di Alassio, dove Ernesto compì gli studi ginnasiali. Passato poi all'Oratorio di Valdocco (Torino), don Bosco accolse anche lui tra le file dei suoi collaboratori, dandogli l'abito chiericale e facendogli frequentare l'Accademia Albertina per assecondare la sua spiccata inclinazione al disegno archi tettonico.

Ottenuto il diploma, iniziò a Torino la sua carriera artistica con la costruzione della chiesa del collegio di Valsalice e del teatro di Valdocco. Creò presso l'Economato Generale un Ufficio Tecnico che presiedesse a tutte le costruzioni della Società Salesiana, che in quegli anni si sviluppava rapidamente nei due continenti di Europa e d'America. Chiamato poi dal fratello in Argentina per la costruzione del grandioso tempio di San Carlos a Buenos Aires, di cui fu progettista ed esecutore, dopo aver ottenuto a pieni voti la laurea in architettura dalla Facoltà Nazionale, iniziò pure nel collegio Pio IX di Almagro un centro artistico d'architettura per le costruzioni salesiane del Sud-America, e poté così procurare lavoro alle maestranze dei nostri emigrati nelle numerose sue costruzioni di chiese e istituti, che giunsero a un'ottantina. La sua lunga attività architettonica, improntata per lo più allo stile romanico, oltrepassò i confini dell'Argentina. Infatti, oltre la costruzione del tempio di San Carlos, delle basiliche del SS. Sacramento e di Nuestra Señora de los Buenos Aires nella capitale argentina, egli vinse il concorso per il tempio votivo del Sacro Cuore sul “Cerrito de la Victoria” a Montevideo ed eresse l'artistico tempio a Maria Ausiliatrice in Lima, ottenendo dal Governo del Perù un premio nel centenario di Ayacucho. Ottenne pure il primo premio nel Congresso Panamericano degli Architetti tenutosi a Montevideo nel 1920, ed ebbe da Vittorio Emanuele III la commenda della Corona d'Italia per le sue benemerenze verso i connazionali italiani all'estero.

Altre chiese e istituti egli eresse in Uruguay, Brasile, Bolivia. Tuttavia ciò che negli ultimi suoi anni gli dava più soddisfazione non furono tanto le onorificenze avute, quanto di aver potuto erigere buon numero di chiese dedicate alla Vergine SS., come scriveva al fratello e gli ripeteva alla vigilia del suo decesso. Altro segno della sua pietà fu la perfetta osservanza religiosa e lo zelo di apostolato, di cui aveva già dato prova in Italia come cappellano dell'Educatorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Giaveno, e che continuò nella parrocchia di San Carlos a Buenos Aires.

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